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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Sab Lug 21, 2007 1:50 am    Oggetto:  
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Io ti consiglio questa: WEIHRAUCH HW40 PCA 2000 COLPI CON LA PISTOLA WEIHRAUCH HW 40 PCA: UNA PROVA APPROFONDITA SUL CAMPO Scheda Tecnica Weihrauch HW 40 PCACalibro 4,5 mm, .177Funzionamento a colpo singolo a mezzo precompressione del pistone. Scatto in due tempi con peso di sgancio di circa 700g. Sicura a pulsante scorrevole sul lato sinistro del fusto, lunghezza canna: 170 mm, lunghezza totale: 240 mm,Peso: 780 grammi, velocità iniziale del proiettile: da 110 a 125m/sec, in funzione del peso del pallino,prezzo consigliato: 135 euro. Premessa la pistola è contenuta in una “povera” scatola di cartone insieme alle essenziali istruzioni che se non altro sono chiare e in italiano: a costo di essere ripetitivo, vorrei ricordare che anche il più economico trapano proveniente da Taiwan viene consegnato nella sua comoda valigetta in plastica. Chissà che a forza di brontolare anche in questo settore non ci si modernizzi un po’. L’aspetto estetico è alquanto massiccio, forse perché il finto carrello ricorda alla lontana quello della “Desert Eagle”. Presenta una doppia finestra di espulsione, la leva dell’hold open e “un’efficace” compensatore, il tutto naturalmente finto rappresenta una concessione estetica e non ha nulla a che vedere con il funzionamento dell’arma. La parte superiore del carrello, per buona parte della sua lunghezza, è solcata da una guida che consente il comodo montaggio di dispositivi ottici dotati di slitta da 11mm. Quest’ultima è finemente rigata per attutire il riflesso. Il carrello è incernierato al fusto e ad esso reso solidale con un solido perno in acciaio. La robusta tacca di mira consente una precisa regolazione in altezza e derivazione. Il mirino a rampa, piuttosto spesso, disturba un po’ nel tiro di precisione, lo avremmo preferito a lama. Il calcio riproduce le fattezze di quello della Walther P99, senza tuttavia avere i comodi dorsalini intercambiabili. Nonostante ciò l’impugnabilità è ottima ed in grado di soddisfare un’ampia gamma di utilizzatori. Il sistema di caricamento è piuttosto macchinoso: occorre alzare il finto cane e contemporaneamente il carrello fino a distendere quest’ultimo completamente in avanti. In tale posizione la pistola offre un’immagine decisamente sgraziata, risultando persino goffa. A questo punto si inserisce il pallino in canna. Successivamente occorre un’energica compressione per riportare il finto carrello alla posizione iniziale. Tale operazione inserisce automaticamente la sicura e risulta particolarmente apprezzabile vista la leggerezza dello scatto. La sicura si trova sulla sinistra del fusto e per disinserirla bisogna spingerla in avanti. Vale la pena ricordare che durante il caricamento occorre fare attenzione a non farsi pizzicare il palmo della mano fra fusto e carrello nella fase finale della spinta. Nel corso del test mi è successo una sola volta, sufficiente per altro a rendermi molto più attento nelle successive ricariche. Ritengo che le prove di tiro con cui generalmente vengono testate le libere siano limitative rispetto alle pur ridotte potenzialità delle quali esse dispongono, specie quelle lunghe. Nei servizi si parla sempre di plinking quasi a riempirsi la bocca del fascino che questa parola emana, poi ci si limita sempre a fare i test alla “canonica” distanza di 10 metri. Si rischia così di trasferire anche in giardino le regole e le limitazioni tipiche delle strutture del TSN. Operando tali scelte si dimostra di soffrire sempre il retaggio di un’impostazione accademica, anche nei confronti di attrezzi votati al divertimento. Diamine, siamo nel giardino di casa nostra, usiamo un po’ la fantasia! Per tutti questi motivi e per l’alone di infallibilità col quale l’hanno circondata gli appassionati, ho deciso di cominciare, una volta tanto, dove gli altri finiscono; aggiungendo una serie di ingredienti, più o meno ortodossi, per capire quanto ci si possa realmente divertire con un attrezzo del genere ricercandone nel contempo i limiti balistici. La serie di prove comincia a 10m con arma in appoggio, il rest, costituito da un giubbotto di salvataggio appoggiato su un tavolo, è decisamente informale ma efficace viste le rosate prodotte. A 15 metri, nelle medesime condizioni, si producono ancora rosate degne di nota a dimostrazione che l’arma, nonostante il prezzo decisamente contenuto, offre una balistica di tutto rispetto. Mi ritengo a questo punto soddisfatto dei risultati “cartacei” ottenuti, certo così di aver accontentato gli “accademici” più esigenti.Passo perciò ad affrontare l’aspetto che più mi affascina, quello del “plinking creativo”, deciso a saggiare i limiti reali raggiungibili con una potenza così ridotta a disposizione. Preparo una fila di 5 lattine di bibita da 33 cl a 15 metri, l’alzo era già regolato dalla precedente serie ai bersagli. Tiro in piedi con impugnatura a due mani e senza appoggio. Le lattine cominciano a saltare con monotona continuità. Due serie da 5 tutte colpite in scioltezza. Come riscontro decido di ripetere l’esercizio, questa volta con una carabina Gamo 610 con le sole mire metalliche, anch’essa di libera vendita. Premetto che nei giorni scorsi avevo avuto modo di provarla raggiungendo la necessaria confidenza, non mi era piaciuto lo scatto troppo duro e contrastato, quasi legnoso direi. E qui arriva la prima sorpresa: solo 8 lattine su 10 colpite nonostante l’impegno profuso e il vantaggio offerto, almeno sulla carta, dell’arma lunga. Cosa era successo? Non era stata una mia improvvisa debacle, molto semplicemente l’ottima qualità dello scatto dell’ HW 40 aveva fatto la differenza mettendo fuori gioco la carabina. Per la prova successiva ai 20m, decisi, per rispetto alla filosofia del plinking, di non procedere ad una nuova regolazione della tacca di mira. Alzai semplicemente il tiro di alcuni centimetri. Dopo alcuni colpi di prova ero pronto per la “verifica” ufficiale. Risultato: 9 lattine abbattute su 10. La HW 40 colpiva ancora. Comprensibilmente soddisfatto decisi di riprovare con la carabina: un modesto 6 su 10 mi convinse che le considerazioni fatte in precedenza sulla qualità dello scatto erano ampiamente giustificate. La sua durezza scompone il tiratore al momento dello sparo, il fenomeno si amplifica aumentando la distanza dal bersaglio. La distanza dei 20 metri costituisce un limite insuperabile per la mia vista, così per allontanarmi ulteriormente dai bersagli decisi di montare un’ottica economica Kassnar da 3 ingrandimenti. Non essendo una lunga focale, fu giocoforza necessario affrontare la successiva prova, una serie da 5 a 25 metri, tirando in appoggio. La posizione era decisamente poco ortodossa: con l’occhio vicino all’oculare come se stessi sparando con una carabina. A tale distanza la traiettoria del pallino comincia ad avere una curvatura piuttosto accentuata, così la taratura dell’ottica risultò piuttosto laboriosa. Ma una volta a punto la pistola continuò a colpire con inesorabile efficacia: 5 su 5 fu il lusinghiero risultato ottenuto. Questa generosa pistola dal caricamento così buffo non finiva di stupire e cominciava quasi a farmi tenerezza. Ai 30m non si contano più i click per alzare il tiro, il tempo di volo del pallino è sempre più percettibile, ormai ho la sensazione di essere arrivato alla frutta. Ma non è così: 4 su 5 è il risultato da questa distanza. E’ bellissimo vedere attraverso l’ottica il pallino nella sua curva traiettoria colpire stancamente la lattina. Sembra quasi volermi dire: "Non ti basta ancora, cosa vuoi dimostrare?". Ed ha ragione perché sono situazioni improponibili nella realtà pratica del tiro ludico con una pistola. La prova venne conclusa ai 35 m con l’alzo dell’ottica a fine corsa e 3 lattine colpite su 5, queste ultime risultavano appena ammaccate. A me nel frattempo era venuto un attacco di cervicale a furia di mantenere quella posizione contratta. Dopo duemila colpi ero stanco, dolorante ma soddisfatto. Conclusioni le prove sopra descritte rappresentano l’esame finale di un test che è stato lungo ed impegnativo, per tutta la sua durata la pistola si è dimostrata totalmente affidabile. Nonostante la naturale ritrosia che prova l’appassionato stagionato nei confronti della plastica, l’arma si è dimostrata ben costruita, piacevole al tatto e robusta oltre ogni aspettativa. Il polimero di cui è costituita è risultato particolarmente resistente, in due occasioni la pistola è caduta da circa un metro d’altezza sul fondo di ghiaia del vialetto senza riportare segni o graffi di alcun genere. L’arma offre una serie impressionante di valenze positive: l’ottima ergonomia ed impugnabilità consentono un puntamento rapido e naturale, l’elevata precisione dimostrata nel corso di tutte le prove cui è stata sottoposta, un meraviglioso scatto in due tempi netto, leggero e pulito, difficilmente riscontrabile in armi di tale fascia di prezzo. Dulcis in fundo, il livello di rumore emesso durante lo sparo è veramente ridotto al minimo, non in grado di arrecare disturbo anche ai vicini più pignoli. Ho provato diversi tipi di pallini, per la ridotta potenza in gioco consiglio pesi leggeri da 7,1 grani al massimo. Già con gli economici Diabolo RWS (confezione verde) si ottengono i risultati anzidetti; è curioso notare che questi, nonostante il peso dichiarato sulla scatola di 8,2 grani, alla prova della bilancia di precisione risultavano pesare 7,1 grani. Per quanto riguarda il suo utilizzo abbiamo visto che i risultati migliori in termini di precisione si ottengono entro i quindici metri; fino ai venti, venticinque metri, magari con un’ottica a 2 o 3 ingrandimenti, si può fare un plinking molto gratificante, accontentandosi ovviamente della limitata potenza a disposizione. L’unica cosa che non mi è piaciuta della HW 40 è la particolare procedura di caricamento. Non rimane altro da dire, la piccola ha superato tutte le prove con un eccellente valutazione finale. Si tratta quindi di una pistola che ci sentiamo di consigliare a tutti: dal timido principiante all’esperto plinker, certi che ognuno saprà trarre da essa innumerevoli soddisfazioni a fronte del modesto impegno economico richiesto. Produttore: Weihrauch (Germania)Distributore: Bignami © Giancarlo Poltronieri, Armi Magazine - 03/2004
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Adv



MessaggioInviato: Sab Lug 21, 2007 1:50 am    Oggetto: Adv






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Lawrence

Ospite















MessaggioInviato: Mar Lug 24, 2007 5:28 pm    Oggetto:  
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Grazie della risposta Cobra... accidenti chiamale prove... Shocked
Ancora non ho deciso, ma spero per prima delle ferie di comprarmi un giocattolo simile per passare qualche pomeriggio divertente a forare lattine ed il prezzo che hai indicato è interessante...
Ciao e grazie.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Apr 21, 2008 10:26 pm    Oggetto:  Regolazione scatto possibile?
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Ciao a tutti, ho letto l'interessante e dettagliata recensione della HW40PCA.
Ne ho comprata una anche io, per il divertimento "casalingo" al tiro ad aria compressa, per il quale, con qualche accorgimento per evitare danni, sembre proprio adatta.
L'arma tra l'altro "simula" molto bene per l'allenamento anche la mia Glock 22, che ovviamente non posso utilizzare in casa.
L'unica cosa è che sulle istruzioni c'è scritto che si può regolare lo scatto, ma sinceramente non ho capito come!
Qalcuno ha capito come fare per caso??
Grazie a tutti!

Silvio
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