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EBREI? MACCHE', CAZARI!
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MessaggioInviato: Ven Apr 04, 2008 10:18 am    Oggetto:  EBREI? MACCHE', CAZARI!
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http://dagospia.excite.it ha scritto:


LA DIASPORA? BALLE! - "L'ESILIO DEGLI EBREI È UN MITO, SI ERANO CONVERTITI" -

UNO STORICO SCUOTE ISRAELE: "MITOLOGIA NAZIONALISTA, NEL MONDO SI È DIFFUSA LA RELIGIONE, NON LA GENTE".

I bambini israeliani la imparano a memoria: «Dopo essere stato forzatamente esiliato dalla sua terra, il popolo le rimase fedele attraverso tutte le dispersioni e non cessò mai di pregare e di sperare nel ritorno e nel ripristino della sua libertà politica».

È la Dichiarazione d'indipendenza, insegnata nelle scuole da quando David Ben-Gurion la firmò il 14 maggio di sessant'anni fa.

Parole che un professore dell'università di Tel Aviv ha deciso di smontare come «mitologia nazionalista».
Il suo saggio è entrato in due settimane nella classifica dei cinque più venduti, al primo posto tra i più discussi e criticati.

In 297 pagine, Shlomo Sand sostiene che gli ebrei non vennero esiliati dai romani dopo la distruzione del Secondo tempio: gli ebrei della Diaspora sarebbero i discendenti di popolazioni locali convertite.

Racconta la storia della regina berbera Dahia al-Kahina, che scelse la religione ebraica per sé e la sua tribù nordafricana, combatté gli assalti dei musulmani e dal Maghreb emigrò in Spagna per dare origine alla comunità.

Gli ashkenaziti dell'Europa orientale deriverebbero invece dai rifugiati del regno cazaro, che si erano convertiti nell'ottavo secolo. «Il paradigma dell'esilio - spiega - serviva per costruire la storia del vagabondaggio tra mari e continenti, fino all'idea sionista che permise un'inversione a U e il ritorno alla terra d'origine».

«È uno dei libri più affascinanti e stimolanti pubblicati in questo Paese da molto tempo», commenta lo storico Tom Segev.
L'università di Tel Aviv ha organizzato un dibattito pubblico per affrontare le tesi controverse del saggio, intitolato «Quando e come il popolo ebraico venne inventato».

Sand si è difeso dagli attacchi, che sono arrivati da destra e da sinistra.

I professori di formazione marxista lo hanno accusato di ignorare la storia economica degli ebrei, gli altri docenti lo hanno bollato come antisionista.

Dina Porat, storica dell'Olocausto, gli ha detto di aver completamente trascurato la realtà politica dopo la Shoah.

Tutti lo hanno criticato per essere uscito dal suo campo e per non aver consultato le fonti originali, visto che insegna e studia la Storia del Ventesimo secolo, in particolare quella francese.

Lui ha chiuso trattando di «sesso»: «I genitori non ne parlano davanti ai bambini. Aspettano che vadano a dormire. Cari colleghi, voi sapete quanto me che non c'è stato nessun esilio, ma lo sussurrate solo tra di voi.
Voi lasciate che i bambini imparino falsità. È ora di parlare apertamente di sesso»
.

Come altri «nuovi storici» israeliani, Sand vuole erodere «le fondamenta del progetto sionista».

Sa che il suo libro mette in discussione «il diritto storico a questa terra, alla legittimità del nostro essere qua».

Non è si è fermato al 1948 o alla fine dell'Ottocento, è andato indietro migliaia di anni.
Tenta di dimostrare che il popolo ebraico non ha avuto un'origine comune ed è un mix di gruppi che in varie fasi hanno adottato l'ebraismo:
«Quella che si è diffusa nel mondo - spiega - è la religione, non la gente».

Così i discendenti del regno di Giuda sarebbero piuttosto i palestinesi.

«Nessuna popolazione rimane pura durante un periodo tanto lungo - commenta al quotidiano Haaretz - ma i palestinesi hanno più possibilità di me di essere imparentati con l'antico popolo ebraico».

Definisce «perverso» il dibattito israeliano sulle radici: «È etnocentrico, biologico e genetico». L'obiettivo del suo saggio è politico.

Sand sostiene uno Stato binazionale, da dividere con i palestinesi, e dice di trovare difficile vivere in un Paese «che si definisce ebraico».

«Per me è un paradosso. Uno Stato deve rappresentare tutti i suoi cittadini. I miti che riguardano il futuro sono meglio delle mitologie introverse del passato. Bisognerebbe ridurre i giorni di commemorazione e aggiungere cerimonie dedicate a quello che verrà».



Per fortuna che fra di loro qualcuno intellettualmente onesto lo si trova...,

bisognerà vedere se gli fanno fare la fine di Ariel Toaff, costretto ad rinnegare e ritirare il suo libro e a devolverne i proventi proprio alla comunità di Roma..., non c'è niente da fare, hanno il cuore a forma di salvadanaio...

Evil or Very Mad
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Adv



MessaggioInviato: Ven Apr 04, 2008 10:18 am    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Apr 04, 2008 10:42 am    Oggetto:  
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Citazione:


Our race is the Master Race. We are divine gods on this planet. We are as different from the inferior races as they are from insects.

In fact, compared to our race, other races are beasts and animals, cattle at best. Other races are considered as human excrement.

Our destiny is to rule over the inferior races. Our earthly kingdom will be ruled by our leader with a rod of iron.

The masses will lick our feet and serve us as our slaves”.



Si può pensare che queste frasi siano state scritte da Adolf Hitler..., nossignori, le ha scritte Menachem Begin, defunto primo ex-primo ministro israeliano... Shocked

Twisted Evil
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2008 4:55 pm    Oggetto:  
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delucidami capitano... non c'ho capito nulla
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Anonymous

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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2008 5:11 pm    Oggetto:  
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Traduzione:

"La nostra razza è la Razza Padrona; siamo come divintà su questo pianeta. Siamo tanto differenti dalle razze inferiori quanto queste lo sono dagli insetti.
Di fatto, se paragonate alla nostra razza le altre sono bestie ed animali, bestiame da allevamento, nella migliore delle ipotesi.
Il nostro destino è di governare sulle razze inferiori; il nostro regno sulla terra sarà governato con uno scettro d'acciaio.
Le masse ci serviranno come schiavi e ci leccheranno i piedi."
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2008 5:13 pm    Oggetto:  
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che bello che bello che bello.
e sta frase l'ha detta chi? un israeliano? come si diventa cittadini israeliani?
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Giu 11, 2008 9:14 am    Oggetto:  
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Riprendo questa ottima esposizione da una risposta di un lettore di Effedieffe.com

Franco ha scritto:

Il popolo ebreo nel suo complesso la (fede) è stato vittima del Sionismo.

La creazione dello Stato d'Israele.

Un'altra delle ambizioni dell'Élite durante la Prima Guerra Mondiale era quella di spingere la Gran Bretagna verso il riconoscimento di una nazione ebraica in quella che allora era la Palestina araba.



Il movimento politico noto come Sionismo, introdotto per condurre una campagna a sostegno di una nazione ebraica, è spesso fonte di equivoci: non tutti gli Ebrei infatti sono Sionisti (sito degli ebrei che si oppongono al sionismo
) e non tutti i Sionisti sono Ebrei.

Il Sionismo non è una religione o una razza; è un movimento politico fatto di persone, Ebrei e non-Ebrei, che sostengono la rivendicazione di una terra per il popolo ebreo.
Chi sostiene questa causa diventa un Sionista, indipendentemente dalla propria razza e dal proprio credo religioso.
Dire che il Sionismo coincide con il popolo ebreo è come dire che il Partito forzista coincide con il popolo italiano.

Il Sionismo venne fondato nel secolo scorso da un ateo, Theodore Herzl, e viene usato dall'Élite Globale come facciata e come strumento per raggirare il popolo ebraico in generale.
La proposta di riconoscere la Palestina come patria degli Ebrei venne avanzata sia per convincere gli Stati Uniti ad entrare in guerra e per creare poi un "conflitto manovrato", sia le condizioni ideali per "dividere e imperare" in Medio Oriente ricco di petrolio.

Più di venti anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il 25 aprile 1939, il senatore statunitense Gerald P. Nye del North Dakota rivelò al Senato alcuni retroscena sul riconoscimento britannico di una nazione ebraica e sulla Prima Guerra Mondiale in generale.

Disse di essere entrato in possesso di un rapporto il cui titolo, "La prossima guerra", si riferiva alla Seconda Guerra Mondiale, che l'autore evidentemente sapeva sarebbe scoppiata.
Un volume, dal titolo "La propaganda nella prossima guerra", discuteva anche, en passant, di come gli Americani fossero stati spinti con l'inganno a partecipare alla Prima Guerra Mondiale. Ecco cosa diceva:

"Dapprima si speculò su quale schieramento avrebbero sostenuto gli Stati Uniti e il risultato finale si deve alla nostra propaganda britannica. Rimangono gli Ebrei. Di tutta la popolazione mondiale ebraica, che ammonta a circa quindici milioni, non meno di cinque milioni risiede negli Stati Uniti; il 25% degli abitanti di New York è costituito da ebrei. Durante la Grande Guerra noi comprammo questo folto pubblico ebreo-americano con la promessa di una nazione ebrea in Palestina, e questo fu per Ludendorf un colpo maestro della propaganda degli Alleati, poiché ci permise non solo di conquistare. gli Ebrei in America, ma anche quelli in Germania"[29].

Gli Americani entrarono in guerra nel 1917. La Dichiarazione Balfour risale al 6 novembre di quello stesso anno, quando Arthur (Lord) Balfour (Comm 300), Ministro degli Esteri britannico e membro della ristretta cerchia della Tavola Rotonda, riconobbe ufficialmente la Palestina come nazione del popolo ebreo.

Dobbiamo considerare anche questo aspetto nei suoi molteplici livelli. I propagandisti avranno anche creduto che trascinare l'America in guerra fosse un "colpo maestro", ma non sapevano di essere stati manipolati per manipolare altri: l'America sarebbe entrata in guerra comunque.

Quella di una nazione ebraica in Palestina era da tempo una strategia ideata dall'Élite e la finzione di coinvolgere l'America nella guerra servì a incoraggiare i politici britannici ad accettarla.

La Dichiarazione Balfour fu un colpo terribile per gli Arabi che, al comando dell' inglese T. E. Lawrence ("Lawrence d'Arabia") e confidando nelle promesse che costui aveva loro fatto, avevano combattuto a fianco della Gran Bretagna contro i Turchi, ricoprendo un ruolo determinante nella vittoria della guerra.

In cambio di questo appoggio, agli Arabi era stata promessa, dopo la guerra, piena sovranità e indipendenza e ciò trova conferma nella corrispondenza ufficiale dell'epoca. Lawrence, un caro amico di Winston Churchill (Comm 300) sapeva bene di mentire agli Arabi che capeggiava. Alcuni anni dopo Lawrence disse:

"Azzardai la frode poiché ero convinto che l'aiuto degli Arabi fosse necessario per una nostra vittoria, veloce e a buon mercato, in Oriente, e che fosse meglio vincere e non mantenere la parola data, piuttosto che perdere.... L'ispirazione araba fu il nostro strumento principale per vincere la Guerra d'Oriente. Così assicurai loro che l'Inghilterra avrebbe mantenuto la promessa nelle parole e nei fatti. Sorretti da ciò essi compirono le loro belle imprese; ma, ovviamente, invece di essere orgoglioso di ciò che facevamo insieme, provavo continua amarezza e vergogna"[30].

Mentre da una parte Lawrence e gli Inglesi promettevano agli Arabi l'indipendenza, dall' altra si stavano impegnando a cedere la Palestina agli Ebrei come loro nazione.

Lawrence, Milner e Victor Rothschild si conoscevano tutti. La Dichiarazione Balfour non fu un annuncio da parte del Ministro degli Esteri alla Camera dei Comuni.
Essa si manifestò, appropriatamente, sotto forma di lettera scambiata tra Arthur Balfour (Comm 300), della Tavola Rotonda fondata dai Rothschild, e Lord Lionel Walter Rothschild (Comm 300), rappresentante della Federazione sionista inglese, fondata con i soldi di Rothschild.

Essa fu dettata dalla voce più autorevole del governo di guerra di Lloyd George, dalla figura più influente della Tavola Rotonda, Lord Milner (che Lord Rothschild aveva nominato presidente della Rio Tinto Zinc)[31].

La Dichiarazione Balfour fu una deliberazione congiunta da parte dei Rothschild e dell'Élite Globale e non parte di un processo democratico. La lettera di Balfour a Lord Rothschild, che molti ritengono sia stata scritta da Lord Rothschild in combutta con Alfred Milner, diceva:

"Mi fa molto piacere inviarle, a nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di solidarietà nei confronti delle aspirazioni ebree sioniste che è stata sottoposta e approvata dal consiglio di gabinetto: il governo di Sua Maestà guarda con favore alla costituzione in Palestina di una nazione per il popolo ebreo e si adopererà nel modo migliore per il raggiungimento di questo scopo, fermo restando che nulla sarà compiuto che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non-ebree esistenti in Palestina [che barzelletta!] o i diritti e lo status politico di cui godono gli Ebrei in tutti gli altri paesi. Le sarei grato se portasse questa dichiarazione a conoscenza della Federazione sionista".

All'epoca meno dell'uno per cento della popolazione palestinese era ebrea e tuttavia questa lettera doveva costituire il fondamento della nuova configurazione del mondo postbellico e dell'estromissione degli Arabi dalla Palestina.

Essa non aveva nulla a che vedere con ciò che sarebbe stato meglio per gli Ebrei, anche se i suoi ideatori, i Rothschild, sono ebrei, se non altro nel nome.
Erano in ballo strategie petrolifere più vaste e nuove possibilità d'appoggio in Medio Oriente per il piano del Nuovo Ordine del Mondo.

Credo che il Rabbino Marvin Antelman abbia ragione quando collega la Casa Rothschild con la cricca dell'Occhio che Tutto Vede che sta cercando di distruggere il Giudaismo.
Si possono fare delle cose nel nome del popolo ebreo nel suo complesso, ma non sono fatte a suo vantaggio.
Gli Ebrei vengono usati per foraggiare gli interessi dell'Élite e di molti altri all'interno delle alte gerarchie ebree.

E non è neanche vero che la maggior parte degli Ebrei di oggi discendano geneticamente dall'antica Israele, un assunto con cui si è soliti giustificare l'occupazione della Palestina. Per lo stesso motivo si fa un continuo abuso del termine "anti-semitico".

Personalmente, non mi importa del colore e della linea genetica di un individuo. Il corpo è uno strumento dell' esperienza, niente altro. Siamo tutti aspetti l'uno dell'altro. Ma dal momento che molte persone giustificano le loro azioni su basi genetiche, proviamo per un attimo a prendere per buono questo assunto.

La parola semitico si riferisce a quelle stirpi che anticamente abitavano la terra dei Sumeri, da cui gli Ebrei biblici sostengono di essere partiti. Sem o Shem, uno dei figli del Noè biblico, si dice sia discendente di questa stirpe e l'origine di ciò pare potersi rintracciare nella leggenda di "Shemjaza", "figlio celeste e angelo guardiano di Dio". Si tratta sicuramente di un altro extraterrestre.

Ma secondo molti autori ebrei, compreso Arthur Koestler nel libro The Thirteen Tribe[32], pochissimi Ebrei sono in grado oggi di far risalire il loro albero genealogico a questo periodo e/o alla stirpe semitica della Palestina e di Israele dei tempi di Y'shua (Gesù). Gli altri sono invece discendenti di un popolo di stirpe nordica-mongolaturca, i Khazar che si convertirono alla religione ebraica nel 740 d.c.

I Khazar vivevano nella Russia meridionale tra il Mar Caspio e il Mar Nero. Si trovavano tra il mondo cristiano e quello islamico e i loro capi decisero di accettare la fede ebraica per evitare di essere travolti dagli imperi che rappresentavano le due possibili fedi alternative.
La maggior parte degli Ebrei di oggi, sostiene Koestler, discendono da questo popolo, non da una stirpe semitica.
Quindi, definire qualcuno "anti-semita" significa, più precisamente, definirlo "anti-arabo", perché alla vecchia stirpe semita appartenevano più Arabi che Ebrei!

Dopo il crollo dell'impero Khazar avvenuto prima del tredicesimo secolo, le persone di fede ebraica o rimasero in Russia o, e furono la maggior parte, si trasferirono in quelli che divennero poi i Balcani, la Lituania, la Polonia e la Germania.
La lingua nota con il nome di Yiddish ebbe origine proprio in questo periodo. Si tratta di una commistione di ebraico, polacco e tedesco.
Il nome Rothschild derivò da Red Shield [scudo rosso, N.d.T.], il simbolo degli "Ebrei" Khazar dell'Europa orientale (in tedesco: rotes Schild).
La famiglia Rotschild non ha un legame storico con la Palestina più di quanto lo abbia un europeo[33].

Il naso ricurvo degli "Ebrei" non discende dal biblico Israele, ma trova le sue origini genetiche nel Caucaso. La tipica faccia ebrea di Y'shua (Gesù) è un mito. Non poteva assolutamente avere un simile aspetto perché non nacque nella Russia meridionale.

Come scrisse Koestler, "l'antropologia concorre con la storia nel confutare la credenza popolare in una razza ebrea discesa dalla tribù biblica".
Il vescovo cristiano di ascendenza ebrea Hugh Montefiore scrisse, nel Church Times del 24 gennaio 1992, che "l'antisemitismo si fonda su un potente mito della razza, accettato in ugual misura dagli Ebrei e dagli antisemiti".

Tuttavia, dietro la creazione di Israele e l'odierno continuo disconoscimento dei diritti palestinesi c'è un ramo genetico che non ha alcun legame di nessun tipo con la Palestina.

L'autore ebreo Alfred M. Lilienthal si spinge ancora più avanti.
Egli sostiene che non esiste qualcosa come un "razza" ebrea. Essere "ebreo" significa osservare la fede religiosa ebraica e non ha niente a che fare con la razza perché, prosegue, persone di svariate razze si convertirono alla fede ebraica nel corso dei millenni, creando così un grande cocktail di diversi correnti genetiche che si diedero il nome di Ebrei.

Nel suo coraggioso libro, What Price Israel?, Lilienthal osserva:

"La tesi più persuasiva che i nazionalisti ebrei possono avanzare a sostegno del Sionismo si basa sull'ipotesi di una "razza ebreo-semitica". Ma la maggior parte dei membri di tale "razza" appartenevano ai popoli arabi del Medio Oriente, la cui stragrande maggioranza non professa la religione ebraica.
Gli Arabi, acerrimi nemici degli Israeliani che hanno fatto ritorno alla loro presunta "madrepatria", assomigliano moltissimo agli Ebrei indigeni della Palestina e del Medio Oriente; poiché essi sono di sangue ebreo israeliano più povero della maggior parte di quelli che sono stati "inglobati"...
L'asserzione che gli Arabi sono antisemiti è alquanto risibile. ...è infatti conclusione unanime di tutti gli antropologi, da Wissenberg, Hertz e Fishberg (essi stessi Ebrei) fino a Boas, Ripley, Mead Pittard e altri, che ovunque gli Ebrei si trovino, essi finiscano per assomigliare alla popolazione in mezzo alla quale vivono.
Persino quelli con i cognomi che più comunemente si fanno risalire ad antiche tribù ebree, come i Leviti (Levi) e i Kohanim (Kohn, Coehn, Cohn) presentano tra loro una scarsa somiglianza somatica. Non esiste una sola caratteristica razziale comune a tutti quelli che si professano Ebrei
"[34].


Tali sottigliezze non sfiorarono Lloyd George (Comm 300), acceso sostenitore della nazione israeliana. Se considerate ciò che scrisse su questo argomento negli anni Venti, vi sembrerà o che stesse cercando di ingannare la popolazione o che fosse egli stesso profondamente ingannato.
Nel suo libro Is It Peace?, egli accetta senza riserve la tesi secondo cui il popolo ebraico poteva vantare un diritto storico sulla Palestina[35].
Egli sostiene che solo l'intelligenza e la dedizione degli Ebrei poteva ritrasformarla in una "terra di latte e miele" perché, in fondo - traducendo il suo pensiero in parole semplici -, gli Arabi erano troppo stupidi per farlo.

Ma è quando passa a delineare le intenzioni sioniste riguardo alla Palestina che le sue affermazioni si rivelano o sorprendentemente ingenue o volutamente ingannevoli.

È ancora più probabile che a condizionare la sua mente siano stati gli svariati mezzi con cui veniva ricattato per la sua vita privata e la sua corruzione personale. Come si dice "Basta che prendi qualcuno per le palle, ed ecco che anche il cuore e la mente ti seguiranno".

Lloyd George condanna gli oppositori della dichiarazione Balfour per aver avanzato l'ipotesi che i leader sionisti cercassero di stabilire "un'oligarchia ebraica in Palestina che ridurrà gli abitanti arabi in condizione di servitù per favorire una minoranza ebrea"[36].
La migliore risposta a quell'accusa, egli disse, si poteva trovare in una nota fatta pervenire dalla Associazione Sionista alla Lega delle Nazioni. Col senno di più di settant'anni di distanza, dubito che persino Lloyd George citerebbe ora quella nota per dimostrare che gli oppositori avevano torto.

"Gli Ebrei non chiedono privilegi, a parte quello di ricostruire con i loro sforzi e sacrifici una terra che, un tempo sede di una civiltà florida e prospera, soffre da tempo i mali dell'abbandono.
Essi non si aspettano alcun trattamento di favore in questioni politiche o religiose. Assumono, come un dato di fatto, che tutti gli abitanti della Palestina, siano essi ebrei o no, si troveranno, da tutti i punti di vista, su un piano di assoluta parità.
Non ambiscono in alcun modo a partecipare al governo se non nella misura in cui è loro concesso dalla Costituzione, come cittadini del paese. Essi non pretendono favore alcuno.
In breve, chiedono solo una sicura opportunità di edificare pacificamente la loro Casa Nazionale, contando sui propri sforzi e sul proprio valore
".

È vero che il popolo ebreo e quello arabo di Israele sono su un piano di assoluta parità?
E che gli Ebrei non pretendono alcun trattamento di favore in questioni politiche e religiose?
Davvero?

Chaim Herzog, Presidente di Israele, era di un' opinione piuttosto diversa qualche anno dopo, quando disse che gli Arabi non possono "in alcun modo convivere in una terra che è consacrata al nostro popolo da migliaia di anni. Gli Ebrei non possono condividere questa terra con nessuno"[37].

Ecco, adesso sì che ci siamo! Il popolo ebreo nel suo complesso (la fede) è stato vittima del Sionismo (il movimento politico), che è controllato dall'Élite Globale.
Sarebbe ora che gli Ebrei (che sono innocenti e inconsapevoli dei retro scena) si rendessero conto di come la loro mente e le loro emozioni vengano manipolate per assecondare un piano a lungo termine per il controllo centralizzato, e non i loro bisogni e quelli dei loro figli.

Questo vale certamente per la Lega Anti-Diffamazione (ADL) di B'nai B'rith che si costituì negli Stati Uniti nel 1913 e che da allora opera come unità dei servizi segreti, bollando di "antisemitismo" chiunque sfidi o metta in discussione l'Élite Globale.
Ma fu forse fondata a vantaggio del popolo?
Assolutamente no: fu creata per proteggere i gangster di New York!

Nei primi anni del ventesimo secolo, Thomas Bingham, commissario della polizia di New York, intraprese una seria opera di persecuzione dei criminali.

Fra questi figurava Arnold Rothstein, il mentore di Meyer Lansky che sarebbe poi diventato il padrino dell'associazione di crimine organizzato che contribuì a finanziare e ad armare il movimento clandestino terrorista ebraico in Palestina e in seguito nello Stato di Israele.
Lansky fu anche una figura chiave nell'assassinio del Presidente Kennedy.
I criminali di New York reagirono con ostilità alle inchieste di Bingham, bollandolo di antisemitismo.
Questa demolizione della sua figura risultò così efficace che lo costrinse ad abbandonare l'incarico e a porre fine alle indagini sul crimine.


Questi attacchi furono coordinati da un comitato formato da un avvocato di nome Sigmund Livingston.
Nel 1913 questo comitato ricevette una denominazione formale: Lega Anti-Diffamazione[38]. Oggi è un braccio del Mossad, l'agenzia di servizi segreti israeliani e dell'Élite Globale, ed è stata al centro di fatti spaventosi, incluso l'assassinio di Kennedy.
L'ADL esiste per aiutare l'Élite Globale e i terroristi che esercitano il controllo su Israele, non per proteggere il popolo ebraico dai pregiudizi. Solo per questo.

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Note
29) Rapporto del Congresso, 76° Congresso, vol. 84, n. 82, pp. 6597-6604.

30) "Documenti sulla politica estera britannica, 1919-1939", prima serie voI. IV, pp. 245-247.

31) Carroll Quigley, che fu addentro alle segrete cose, scrive in The Anglo-American Establishment: "Questa dichiarazione, nota come Dichiarazione Balfour, si dovrebbe invece chiamare "Dichiarazione Milner", poiché Milner ne fu il vero artefice e il suo primo sostenitore nel governo di guerra. Questo fatto non fu reso pubblico fino al 21 luglio 1937" (p. 169).
Così Lord Milner, il membro più autorevole della Tavola Rotonda, scrisse la Dichiarazione Balfour all'interno di una lettera indirizzata a Lord Rothschild, che finanziava e controllava la Tavola Rotonda!
Quale possibilità di giustizia potevano mai avere i Palestinesi?.

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Anonymous

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MessaggioInviato: Mer Giu 11, 2008 1:07 pm    Oggetto:  
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uau!
parlando di genetica e di "etichette" è impossibile credo, oggi, ritrovare le antiche razze intatte oggi.
diciamo che siamo cittadini del mondo quindi forse è proprio definire "antisemita" chi perseguita gli "ebrei" in quanto cittadini del mondo che professano una determinata fede. quante persone "non-ebree" sono diventate ebree? quindi non trovo abbia molto senso dire che antisemita è improprio come termine. almeno questa è la mia iniziale opinione (ovviamente può anche essere confutata).

per quel che riguarda alleanze e quant' altro cosa si può aggiungere?
divide et impera è il principio su cui si fondava roma e quindi l' occidente. e anche in asia c' era chi diceva la stessa cosa (ovviamente romani e asiatici non potevano di certo parlarsi o vedersi per cui è una conseguenza logica di chi fa le guerre fondare la propria strategia sul "divide et impera").

il ministro della difesa degli Stati Uniti al tempo di Clinton, tale Luttwak, ha scritto un libro (da me letto con profonda ammirazione) dal titolo "la grande strategia dell' impero romano". il libro parla della roma del Dopo Cristo ma ovviamente non può fare a meno di inserire qua e là osservazioni e paragoni circa l' attuale situazione mondiale. luttwak ammette anche di aver preso spunto (non lui in qualità di ministro ma tutto il sistema di difesa-attacco degli americani) dall' impero romano.

ed è interessante studiare queste regole strategiche. i romani dividevano per poi soggiogare ad uno ad uno i popoli che tentavano di sottomettere. i romani utilizzavano la strategia del terrore: per mantenere il potere sui territori conquistati dislocavano nelle regioni dell' impero le loro legioni. costruivano strade equivalenti alle moderne portaerei perchè permettevano spostamenti veloci per un'enorme quantità di truppe da un punto all' altro dell' impero (=basi militare in ogni dove). le zone "calde", quelle cioè più facili alla ribellione (la giudea ad esempio. basta ricordarsi di barabba e di masada), contenevano più legioni; le zone "tranquille" invece potevano esser governate anche senza l' apporto di una legione in loco. l' obiettivo era quello di far capire che nessuno poteva sfuggire alla vendetta romana (vedi appunto masada: tre anni per uccidere gli ultimi zeloti rifugiatisi nel vecchio castello di erode sul monte masada. per sua natura inaccessibile e imprendibile. inoltre gli zeloti erano poco più di 2000/3000. eppure i romani con tre legioni costruirono terrapieni, scale, torri e in tre anni entrarono nel castello - trovando però uomini morti. gli zeloti preferirono il suicidio alla schiavitù -) e che era inutile ribellarsi poichè roma sarebbe intervenuta subito.
un altro aspetto molto interessante è il sistema clientelare. quando i romani iniziarono ad avere problemi di "invasioni" molto più grandi tale sistema divenne fondamentale. praticamente i territori limitrofi dell' impero diventavano non alleati veri e propri ma clienti. praticamente formavano una zona cuscinetto perchè tali "stati" erano i primi a combattere contro invasioni di popoli esterni. mentre essi resistevano roma aveva tutto il tempo di organizzarsi e di intervenire militarmente. i clienti erano un po' come una scorta militare: non attaccavano roma ma la proteggevano (con "l'inganno" un po'... quando roma poi doveva conquistare addio clientelismo).

come si può notare le strategie sono quelle. ovviamente cambiano i mezzi ma le analogie ci sono tutte.

con questo voglio dire che evidentemente non sono tutti "drogati" gli stati (inghilterra e stati uniti su tutti) che fiancheggiano i sionisti. semplicemente è meglio dividere e imperare dato che il medio oriente è la riserva del petrolio mondiale. non solo, la vicinanza dei popoli arabi alla russia è da scongiurare assolutamente (anni 80: stati uniti & bin laden vs russia) sempre in previsione di futuri "scontri" pur sempre probabili.

ora rivorrei ibis qua a leggere il post precedente di hook. lui che diceva "i mussulmani fanno paura e non vivono in pace" vorrei leggere cosa risponde a tale "novità". e cioè che l'occidente ha costruito sempre tutto a tavolino avendo i mezzi per poterlo fare prima della crescita degli altri popoli. crescita sociale ovviamente.

noi da che parte ci schieriamo?
calcolando che tutti gli imperi hanno un inizio e una fine chi dovremmo temere in futuro? sempre gli stati uniti o la russia?

ed è giusto essere ipocriti nel fare tali osservazioni giudicando gli schieramenti sulla base di: noi occidente siamo il "bene" loro oriente sono il "male"?

non è più corretto dire che in realtà siamo semplicemente uomini che aspirano al comando e al controllo sugli altri?
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