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STATO TERRORISTA IN ITALIA E ALL'ESTERO.
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Anonymous

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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:39 pm    Oggetto:  STATO TERRORISTA IN ITALIA E ALL'ESTERO.
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Riassumendo i punti di vista di Barack Obama in politica estera, e della classe dirigente americana in generale, nello scorso maggio scrivevo:

“Come è sempre vero per ogni candidato alla presidenza, anche Obama proclama la serietà e la profondità delle proprie convinzioni religiosi. Pensavo che uno dei principi fondamentali di tali convinzioni fosse l’umiltà, e la capacità di riconoscere i limiti della conoscenza umana e quali dovrebbero essere i limiti dell’azione umana.
Non c’è però alcunché di sia pur remotamente umile al riguardo in alcun punto, come non c’è alcuna umiltà nei punti di vista prevalenti dell’establishment della politica estera. Gente che ha tali convinzioni non ha un solo Dio, ma bensì due: un Dio in Cielo ed un Dio in Terra.
Il loro Dio sulla Terra è l’America: è onnipossente e così deve essere, è onnisciente, soltanto la sua benevolenza rende possibili il progresso e la civilizzazione, per i quali il genere umano deve essergli opportunamente grato, e la sua ira è terribile.
Essi costruiranno il mondo a propria immagine e somiglianza, e a niente ed a nessuno sarà permesso opporsi ad essi.

La classe dirigente, inclusa quella legata alla politica estera, è sempre stata convinta, da oltre 60 anni, della verità e della giustezza di questa visione, visione che ci ha portato in Corea, nel Vietnam, in America Latina, agli interventi degli anni ’90, in Afghanistan, a numerosi altri interventi, e infine in Iraq.
Così crede Hillary Clinton, così crede Obama, così crede Bush e, con appena un paio di eccezioni, così credono tutti i politici nazionali.
L’America è Dio. Sia fatta la Volontà di Dio.”

La mia serie “Il dominio sul mondo” analizza le radici storiche, politiche e economiche dell’approccio bi-partisan del governo all’egemonia mondiale. Nel discutere questo programma senza fine di aggressivo interventismo globale citavo William Pfaff:

“Militarizzata o altro la politica americana rimane grandemente sotto l’influenza di un non riconosciuto e non giustificato utopismo. Questo è il retroterra non analizzato dell’opera di tutte le organizzazioni di politica estera. Esso permea la retorica ed il modo di pensare dei Repubblicani e dei Democratici in ugual maniera. E’ la ragione per cui gli americani pensano che la storia abbia una soluzione finale, e che gli Stati Uniti siano stati creati per applicarla.”

E’ da lungo tempo ben chiaro a qualunque osservatore onesto che un “utopismo” di questo genere è immensamente ed imperdonabilmente distruttivo, esattamente come è ovvio che il convincimento che una persona o una nazione abbiano la “soluzione finale” altro non sia che quella arroganza omicida che siamo soliti associare con i più grandi mostri della storia.
Uno degli aspetti più profondamente patetici della tragedia irachena è che neppure un singolo elemento di questa insieme di convinzioni è stato intaccato di almeno un poco.
Così continuiamo a sentire Obama proclamare, assieme ad ogni altro eminente leader nazionale: “Il momento americano non è passato. Esso è qui. E, come le generazioni prima di noi, coglieremo quel momento, e ricostruiremo il mondo.”



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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:39 pm    Oggetto: Adv






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Anonymous

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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:40 pm    Oggetto:  
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Dove è più importante, sul campo, la spinta americana all’egemonia mondiale si traduce nell’uso della forza bruta per far sì che gli altri si comportino come richiede il governo USA. Questa forza sarà spesso messa in campo sotto forma di assistenza economica, ma offerta soltanto a certe condizioni che, conseguentemente, significa più esattamente “intimidazione economica”. In altre occasioni l’interferenza diventa più aspra, pur rimanendo in un certo qual modo celata: così abbiamo numerose operazioni coperte, talvolta usate per organizzare il rovesciamento di governi regolarmente eletti. E quando tutto il resto fallisce, si adoprerà apertamente la forza militare, con “giusta collera” accuratamente organizzata.

Difficilmente una nazione, così devota alla propria immagine di nobile guerriero dedicato solo a migliorare il mondo e il livello di vita dei propri abitanti, potrebbe imbarcarsi in missioni di mera conquista. Secondo una ipocrita, sgualdrinesca tradizione, che risale a tempi prossimi alla nascita della nostra nazione, i nostri governanti sono sempre stati bravi nel provocare altre nazioni in modo da far apparire che esse avessero fatto la prima mossa, in modo tale che gli Stati Uniti potessero senza scuse proclamare che avevano agito soltanto per autodifesa.
E’ stata quasi sempre una bugia, ma una bugia che la maggior parte degli americani è stata sempre entusiasticamente vogliosa di ingoiare.
Così provocammo il Messico in un conflitto che costituiva “un favore a quella nazione oscurantista”, esattamente come il genocidio scatenato in Iraq dal governo USA ha costituito un “benevolo, disinteressato dono” a oltre un milione di iracheni massacrati e a molti altri milioni di profughi senzatetto.
“La libertà non è gratis”, annunciarono i nostri brutalmente stupidi propagandisti agli iracheni morti, mutilati, sfollati, dimenticando di citare che era sotto il nostro alto standard domandarci se il dono era sia pur minimamente desiderato, specialmente se ottenuto con questi metodi e con i relativi costi. (Tutto ciò dando per scontato che la “libertà” fosse, di fatto, l’obiettivo, cosa che, naturalmente non era. E’ tutta propaganda, ricordatevelo).

La lezione fondamentale è inconfondibile, e inconfondibilmente malvagia nello scopo e nell’esecuzione (una parola che diventa orribilmente appropriata in più di un senso quando si applica alle azioni del nostro governo): farai esattamente ciò che diciamo, altrimenti…

E’ importante adesso notare un’ulteriore implicazione di questo modo criminale di trattare con gli altri. Esattamente come non è possibile per l’individuo limitare ciò che costituisce una metodologia psicologica fondamentale ad una sola area della propria vita, così una classe governante non potrà impiegare un solo approccio in politica estera quando si trova a trattare gli argomenti di politica interna in maniera completamente diversa. In ogni caso la classe governante degli Stati Uniti non ha mai avuto tale desiderio: in un modo o nell’altro le altre nazioni saranno obbligate a sottomettersi alle richieste degli USA, e la stessa cosa capiterà ai cittadini statunitensi. Gli americani faranno esattamente ciò che la classe dominante pretende, altrimenti…
Per quanto importa alla classe dominante avete così pochi motivi per lamentarvi quanti ne hanno gli iracheni assassinati: la classe dominante desidera solo migliorare la vostra vita. La classe dominante agisce soltanto per vostro conto e “per il vostro bene”.



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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:41 pm    Oggetto:  
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Siete adesso testimoni di queste tattiche intimidatorie e dei più trasparenti, stupidamente manipolativi sistemi di suscitare il terrore messi in pratica da quasi ogni membro della classe dominante in relazione al piano di salvataggio finanziario. Non starò a ripetere un’altra volta tutte le ragioni per cui questo piano non farà altro che affrettare la distruzione economica degli Stati Uniti, o perché sia presuntivamente studiato per risolvere un problema che non può essere risolto: cominciate con il mio più recente saggio sull’argomento (1) e seguite i links, oppure scorrete gli articoli delle ultime settimane, per saperne di più. Di seguito non menzionerò neppure i più rozzi ed ovvii metodi di intimidazione ormai così cari al nostro governo. Leggete un mio precedente saggio “Obbedire o morire” (2) per avere appena un esempio di ciò che comportano i metodi più rozzi.

Le parole parlano da sole ma lo scopo di queste dichiarazioni dovrebbe essere enfatizzato: i nostri governanti non voglio spaventarci a morte, sebbene la nostra morte difficilmente potrebbe crear loro una qualche benché minima preoccupazione. Mentre la nostra morte non è (necessariamente) richiesta, la nostra obbedienza lo è. Obbedire a loro, altrimenti…

E così il nostro presidente:

Dopo che il Congresso ha respinto ieri il piano di salvataggio finanziario da 700 miliardi di dollari il presidente Bush ha richiesto martedì al Congresso di agire adesso oppure “il danno economico sarà lungo e doloroso.”

E’ la sesta volta nelle ultime due settimane che il presidente Bush ha modificato la sua agenda per fare dichiarazioni specifiche sull’economia.

“La realtà è che ci troviamo in una grave situazione e, se non agiamo, le conseguenze saranno peggiori ogni giorno di più.” ha dichiarato.
“La drammatica caduta del mercato azionario cui abbiamo assistito ieri rischia di avere un impatto diretto sulle liquidazioni, sui fondo pensione e sui risparmi personali di milioni di nostri concittadini. Se la nostra nazione prosegue su questa strada il danno economico sarà lungo e doloroso.”

Il candidato democratico alla vice-presidenza:

Biden ha fatto una pausa dalla preparazione del dibattito per pranzare alla Wilmington Charcoal Pit, dove ha affrontato due domande rivolte dagli elettori preoccupati per la precaria situazione economica del paese.
“E’ un vero problema” ha detto Biden a relativamente all’ipotesi che il piano potesse none ssere approvato. “Cosa farà la gente se non si approva questo piano, sarà di perdere il lavoro e la pensione.”
E poi Barack Obama:

Reno, Nevada. Barack Obama, candidato presidenziale del Partito Democratico ha invitato gli americani a sostenere gli sforzi volti a all’approvazione del piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari per il settore finanziario, sostenendo che se Wall Street viene meno anche la gente comune ne soffrirà le conseguenze.



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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:42 pm    Oggetto:  
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“Questa non più una crisi che riguarda soltanto Wall Street. E’ una crisi americana ed è l’economia americana che ha bisogno di questo piano di salvataggio” ha dichiarato Obama davanti a 12.000 persone riunite all’Università del Nevada.
“Ai democratici ed ai repubblicani che ieri si sono opposti a questo piano io dico: alzatevi in piedi e fate ciò che è giusto per questo paese” ha aggiunto. “E a tutti gli americani dico questo: se sarò il presidente degli Stati Uniti questo piano di salvataggio non sarà la fine di quello che dobbiamo fare per rafforzare questa economia. Sarà soltanto l’inizio.”

Obama ha anche aggiunto di aver parlato con Bush, con il senatore del Nevada Reid, leader della maggioranza al Senato e con altri leaders martedì per far rinascere il piano di salvataggio. Ha cercato anche di rassicurare il pubblico dicendo che il piano era stato “mal interpretato e malamente spiegato.”

“Questo non è un piano che semplicemente darà 700 miliardi dei vostri dollari a poche banche di Wall Street” ha detto il senatore dell’Illinois.

Questi ultimi commenti di Obama introducono un altro tema di questa offensiva propagandistica, un tema che sarebbe particolarmente insultante nei confronti di qualunque americano che sia ancora capace di una qualche forma di pensiero.
Quel tema è semplicemente questo: se non capite perché dobbiamo aggiungere un’altra enorme somma al già monumentale debito nazionale, non riuscite a capire per quale motivo vi abbiamo estorto denaro per mantenere la classe dominante nell’agio e nella ricchezza, se non capite perché dobbiamo imbarcarci in un piano che non ha possibilità di ottenere ciò che vorrebbe ottenere, mentre probabilmente farà danni indicibili in molti altri modi, bene, siete semplicemente cretini.

Un tema questo che Hillary Clinton è felice di affrontare:

Il senatore Hillary Rodham Clinton ha dichiarato che il Senato degli Stati Uniti dovrà probabilmente aprire la strada per l’approvazione del piano di salvataggio di Wall Street per 700 milioni di dollari, ora che la Camera ha respinto tale piano.
“Certamente sosterrò il Senato, finché avremo i voti…, non più tardi di domani, se questo è ciò che serve per ottenere questa approvazione” ha dichiarato Clinton in una intervista telefonica martedì.
La Democratica di New York, che aveva quasi ottenuto la candidatura presidenziale, ha affermato di ritenere che l’opposizione pubblica al piano di salvataggio si indebolirà dopo la reazione negativa del mercato alla bocciatura alla Camera ed a maggiori preoccupazioni per il futuro.
“E’ terribile ma c’è il rischio che si possa arrivare ad un blocco commerciale” ha dichiarato.
La Clinton ha anche aggiunto che gli elettori infuriati dalla proposta che i contribuenti paghino il conto dovrebbero capire che non è un problema che riguarda soltanto i banchieri.
“Devono capire che ci troviamo di fronte ad un serio rallentamento economico, una recessione che potrebbe avere un impatto profondo e duraturo.”

Se non capite quello che la Clinton vi chiede di capire, vero o no che sia, se la “soluzione” che propone sia veramente una soluzione o piuttosto un veleno che ci ucciderà, bè, siete soltanto cretini.



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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 4:43 pm    Oggetto:  
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Ho vari altri articoli che offrono commenti di vari altri membri della classe dominante, e potrei facilmente trovarne moltissimi altri che esprimono lo stesso concetto generale: abbiate paura e fate ciò che vi diciamo…, altrimenti…
Se non comprendete l’urgenza e la necessità di fare esattamente ciò che vi si dice siete soltanto cretini. In questo caso, ovviamente, dovreste affidare la vostra vita ed il vostro denaro a chi è migliore di voi. Lasciare che siano loro a disporre di tutto ciò nel modo che ritengono migliore. Questo è il motivo per cui sono i vostri governanti, non è così? Essi sanno cosa è meglio per voi.

Fate quello che vi si chiede…, altrimenti…

Questo è il vostro governo: uno stato terrorista all’estero ed in patria. Adesso hanno aggiunto anche voi all’elenco dei loro attuali bersagli. Come vi sembra? (Almeno non vi stanno sparando; almeno, non ancora…)

Mi aspetto per certo che questo piano di salvataggio/piano di estorsione la prossima settimana in qualche venga comunque approvato in una forma simile all’originale. Il sistema è ormai strutturato in maniera tale che, quando una classe dominante è particolarmente presa da un certo obiettivo, anche la vostra obbedienza non sia più necessaria. Dopo tutto, cosa potreste fare? Trasferirvi in un altro paese? Non votare per alcuno di questi bastardi a Novembre?

La maggior parte degli americani non lo farà. Protestano adesso; una volta passata la legge torneranno alle loro vite, quelle che saranno a questo punto, e si dedicheranno a rendere la classe dominante più ricca e potente.

Per un governo di terroristi voi non contate niente, tanto quanto una ragazzina irachena di cinque anni assassinata.

Ma continueranno a tentare di spaventarvi a morte; è più facile governarvi in quel modo. Vi suggerisco di abituarvici; questo è il vostro futuro.
In questo momento dovreste riconsiderare la domanda che vi ho posto prima: perché continuate a sostenere questo tipo di sistema? Perché nel momento in cui vi adeguate alle richieste di obbedienza da parte della classe dominante, non state più semplicemente obbedendo: voi li state sostenendo.
E’ questa la vostra libera scelta?

Arthur Silber -
- 1/10/208

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