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PER NON DIMENTICARE 28 LUGLIO 1985 - 28 LUGLIO 2007
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francesco527

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MessaggioInviato: Sab Lug 28, 2007 6:51 am    Oggetto:  PER NON DIMENTICARE 28 LUGLIO 1985 - 28 LUGLIO 2007
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Venne ucciso il 28 Luglio a Porticello (PA) da due killer della mafia.

Il commissario Montana era il dirigente della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo. Investigatore tenace e deciso. Amico e stretto collaboratore del vice questore Antonino “Ninni” Cassarà aveva diretto le operazioni che avevano portato agli arresti di molti boss mafiosi. Nell’ultima irruzione, avvenuta il 24 Luglio a Bonfornello (PA), il commissario Beppe Montana aveva arrestato un boss latitante e altri due importanti mafiosi, oltre a sette “gregari”.

La vendetta della mafia scattò quattro giorni dopo, mentre il funzionario di Polizia si trovava al mare con gli amici e la fidanzata. I due assassini ( almeno altri tre mafiosi parteciparono all’omicidio con compiti di copertura) gli piombarono alle spalle freddandolo a colpi di pistola.

Entrambi gli assassini vennero in seguito eliminati per ordine della stessa mafia.

I mandanti dell’omicidio vennero arrestati negli anni successivi e condannati all’ergastolo.

intorno alle ore 21,00 sul molo antistante il cantiere nautico di Porticello (PA), dove aveva poco prima attraccato con la propria piccola imbarcazione da diporto. Due killers - uno dei quali mancino - lo avevano colpito a morte a colpi di pistola e si erano rapidamente allontanati. Nel dileguarsi, uno dei due aveva anche sparato e abbattuto un cane che si trovava nel cantiere e che si era avventato sui sicari in fuga.
Montana, appena giunto a Palermo, era stato prima destinato alla sezione investigativa, dove aveva conosciuto e lavorato con il commissario Ninni Cassarà, e dal giugno 1984 era andato a dirigere la sezione "catturandi", fino ad allora più che altro una sigla come tante, a corto di idee e - soprattutto - di risultati; anche ricoprendo tale incarico, aveva comunque mantenuto stretti rapporti personali e di collaborazione con Cassarà.Ingresso al carcere
Con Montana l'attività della "catturandi" si era improvvisamente ravvivata, puntando senza troppi riguardi all'individuazione dei rifugi degli uomini d'onore da lungo tempo latitanti sul territorio di Palermo. Il funzionario aveva deciso, ad esempio, di innovare i sistemi di ricerca, sul presupposto che le indagini dovessero essere svolte con metodi che richiedevano una particolare specializzazione di singole squadre e - soprattutto - che dovessero essere svolte con impegno totale e concentrato nel tempo, piuttosto che occasionale e discontinuo. Egli aveva compreso che nessuno dei ricercati era lontano dal proprio quartiere, dai propri familiari, dalla propria cerchia di fidati uomini d'onore; così - anche oltre gli orari di lavoro e durante i giorni festivi - trascorreva intere giornate a setacciare le zone costiere nella zona di Porticello, Mongerbino, Santa Flavia, e l'entroterra di Bagheria e Termini Imerese, dove trovavano rifugio molti uomini d'onore ricercati dalla giustizia.
Quest'atteggiamento, questo modo di operare "fuori" da ogni canone della consuetudine burocratica degli uffici di Polizia, erano stati ritenuti pericolosi dall'organizzazione, non solo per la serietà - in quel periodo non comune - con cui Montana conduceva la propria attività di ricerca, ma anche perchè egli spingeva tale sua attivismo proprio in una della zona che i latitanti fino a quel momento ritenevano un territorio di loro esclusivo dominio, sottratto alla sovranità dello Stato.
Dalla sera della morte del suo collega e amico, Ninni Cassarà avrebbe avviato frenetiche indagini, senza nemmeno recarsi a casa, fino al pomeriggio tragico del 6 agosto 1985, data in cui anch'egli sarebbe stato barbaramente trucidato dagli squadroni della morte di Cosa Nostra.



mentre ricordo il Commissario Giuseppe Montana, vorrei ricordare un'altro eroico poliziotto ucciso dalla Mafia catanese, un poliziotto tutto dun pezzo anche lui ma stranamente, come anche denunciato dalla figlia, non viene mai ricordato da nessuna e in nessuna cerimonia ufficiale, come se lo Stato e i suoi rappresentanti enche quelli in seno all'aminitsrazione della Polizia di stato lo avessero cancellato dai loro ricordi.
Parlo dell'ispettore capo Lizzio Giovanni

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Venne assassinato a colpi di pistola a Catania il 28 Luglio. Era a capo della speciale sezione anti estorsioni della Squadra Mobile ed era considerato uno dei principali nemici delle cosche mafiose della città.

Venne ucciso da due uomini in moto, mentre tornando a casa, si era fermato al semaforo tra via Leucatia e via Pietro Novelli . Il passeggero della motocicletta aprì il fuoco con un revolver .38 Special colpendo l’ispettore Lizzio alla testa e al torace. Gravemente ferito, Lizzio morì poco dopo essere giunto in ospedale.

Lasciò la moglie e due figlie.

I suoi assassini vennero arrestati e condannati a pesanti pene negli anni successivi.

Chi sa, magari oltre alla sfortuna di essere stato assassinato ha avuto anche la sfortuna che il suo assassinio è avvenuto pochi giorni dopo la strage di Via D'Amelio e quindi è diventato un assassinio di serie B.
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Adv



MessaggioInviato: Sab Lug 28, 2007 6:51 am    Oggetto: Adv






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