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SPIRITO LIBERO E INDOMITO. IL FORUM DI CHI NON AMA CANTARE NEL CORO DEI PIU'.



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Omosessualità...
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Gio Giu 07, 2007 3:51 pm    Oggetto:  
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Diciamo che è tutto un discorso di apertura mentale; provincia o grande città cambia poco. Io onestamente sono abbastanza neutro nei loro confronti, non mi piacciono molto ma non li condanno come appestati. Devo considerare anche che per alcuni anni ho lavorato gomito a gomito con uno di loro, dichiarato, col quale avevamo stabilito un patto di non belligeranza reciproca e devo dire andavamo anche d'accordo. poi, lui si è dimesso ed ha cominciato a fare la pu[[ana sulle strade. A questo punto ha cominciato a disgustarmi...........per il resto lascio vivere........
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Adv



MessaggioInviato: Gio Giu 07, 2007 3:51 pm    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Giu 08, 2007 7:11 pm    Oggetto:  
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Diritti degli omosessuali e i diritti di tutti
di Roberto Casati

Contro natura.

Affidereste l'educazione dei vostri figli a chi vive contro natura? Gli affidereste la vostra e la lora esistenza? Senza nemmeno farvelo presentare per vedere se vi ispira fiducia? Probabilmente l'avete fatto decine di volte. Il pilota dell'aereo su cui ho appena viaggiato, per esempio, tanto naturale non era. Passa un quarto del suo tempo a mille all'ora in un tubo di metallo sospeso tra le nuvole. Non è il solo personaggio contro natura. La maggior parte delle persone che conosco (me compreso) fa cose del tutto innaturali: legge parole scritte centinaia di anni fa da sconosciuti, parla in tempo reale a persone all'altro capo del pianeta, sorpassa Tir, fa zapping alla televisione. Tempo sottratto alle attività per cui l'evoluzione ci ha programmati così bene: raccogliere bacche, copulare, raccogliere altre bacche, mangiare, dormire.

L'esempio è volutamente banale. Serve solo a mostrare che la nozione di "natura" non può reggere da sola il carico morale che si legge nel divieto di fare "cose contro natura".

Per due ragioni. In primo luogo perché è una nozione dai margini confusi e dalla geometria variabile.

I tentativi di circoscriverla hanno dato origine a miti grotteschi, come quello del buon selvaggio che si anniderebbe in ciascuno di noi e che lasciato a se stesso si scatenerebbe nel ciclo spensierato di raccolta bacche, riproduzione e sonno.

Per fortuna non esistono né sembrano essere mai esistiti umani con queste prerogative: lo stato di natura è una finzione culturale.

In secondo luogo, anche se avessimo una nozione chiara e magari scientificamente confermata di che cosa è naturale e che cosa non lo è, potremmo veramente utilizzarla a fini morali? E in che modo? Potremmo ad esempio censurare, condannare o addirittura vietare i comportamenti che risultassero contro natura.

La tentazione di usare la natura come garanzia per la morale è forte:

la natura è inappellabile. E certo molte società, individui e religioni hanno censurato, condannato se non vietato molti comportamenti considerati non naturali.
La sfera sessuale, dagli incerti confini (a cavallo tra l'istinto e la cultura), è sempre stata un bersaglio privilegiato. Certi Stati americani hanno bollato come illegali alcune posizioni dell'amore eterosessuale. Le culture del mondo hanno rapporti più o meno distesi con l'amore omosessuale.

Tutto dipende da quanto circoscritto è il concetto di natura cui si fa ricorso di volta in volta. Se la nozione di natura è "larga", l'omosessualità è del tutto naturale.
Ma se si invoca una naturalità "ristretta" si rischia di dover condannare e vietare anche l'uso dell'auto e dell'aereo, il mandare i propri figli a scuola e forse anche il mantenersi fedeli al proprio partner.

DEVIANZA e malattia.

Quanto la questione sia complessa viene mostrato dalle discussioni sull'ipotesi che l'omosessualità abbia una componente genetica.

Se si rivelasse vero che una certa percentuale della popolazione umana ha predisposizioni omosessuali iscritte nei propri geni, che conclusioni potremmo trarne? I più tolleranti osserverebbero che questo fatto conferisce un aspetto più naturale all'omosessualità.

Alcuni vi vedranno invece una patologia (una "devianza") che rende l'omosessuale un paziente da compatire e forse da assistere.
Questa medicalizzazione delle scelte sessuali non regge a un serio scrutinio. Non ci sono ragioni mediche per difenderla, come non ci sono ragioni mediche per "curare" le persone con gli occhi azzurri (un carattere recessivo).
Se la natura non ci aiuta, le uniche ragioni per cercare di "circoscrivere" l'omosessualità sono culturali. Vediamone alcune.

MINACCE per la società.

Un approccio normativo confuso alla sfera sessuale prende il volo da considerazioni su ciò che è bene e ciò che è male per la società.
(Di passaggio: capita spesso che gli argomenti naturalisti e quelli sociali vengano offerti in tandem persino da chi sostiene che la società si oppone alla natura! Malafede e coerenza non sono necessariamente in buoni rapporti.)
In che cosa consiste questo approccio? Vien detto che "la coppia eterosessuale è il fondamento della società umana", ovvero che, in soldoni, "la società non potrebbe perpetuarsi se tutti fossero omosessuali".

Sarà vero? A rigor di logica, una società di donne omosessuali che procrea in modo assistito e di uomini omosessuali che adotta una parte dei pargoli così procreati è del tutto possibile.
Ma non è questo il punto. Anche se per ipotesi la società traesse un qualche innegabile vantaggio dalla presenza di una percentuale elevata di coppie eterosessuali, in che modo si potrebbe convertire questo fatto in una norma?

Per poter avere valore le norme devono anche essere ragionevolmente implementabili. Si dovrebbero dunque convincere (incoraggiare, obbligare) le coppie omosessuali esistenti a sciogliersi e rifondare coppie eterosessuali?

INCENTIVI e disincentivi.

La via blanda seguita da molte società è finora consistita nell'offrire incentivi alle sole coppie eterosessuali: automaticamente questo dovrebbe produrre un disincentivo alla coppia omosessuale.
Ma non è affatto chiara la logica di questo programma. Forse (se non si tratta semplicemente di una punizione morale senza alcun valore di deterrenza) si spera che una persona, attratta dai benefici che lo stato offre alla famiglia eterosessuale, abbandoni o reprima la propria omosessualità e si convinca a sposarsi e magari a procreare?

La conseguenza più ovvia è invece che molte persone finiscono con il subire, per il semplice fatto di essere omosessuali, una discriminazione sociale.
Questo ha un assai dubbio valore morale. Si noti che questa discriminazione si applica anche alle coppie caste, o alle convivenze tra amici senza alcuno sfondo sessuale.
Claudio Magris in un articolo divertente sul Corriere della Sera di qualche mese fa aveva ironizzato sull'ossessione che porta a vedere in ogni convivenza, compresa quella breve dei viaggi d'affari, un fine sessuale.

IMMORALITÀ .

Se non è natura e non è società, sarà forse una questione di morale? Il problema è che la morale si declina in molti modi - ogni individuo sembra avere la sua. Ed è difficile mettere tutti d'accordo.
Problema complicato in Italia dall'autoproclamata autorità morale della Chiesa, che offrirebbe un punto di vista superiore sulle questioni morali. Ulteriormente complicato dal fatto che la Chiesa non offre particolari aperture verso il mondo omosessuale - senza validi argomenti, a mia conoscenza.

CHIESA, autorità morale e società.

La posizione della Chiesa Cattolica è assai delicata ed è difficile non percepirla come tale.
Da un lato la Chiesa asserisce che la famiglia (orientata alla riproduzione) è il fondamento della società - escludendo automaticamente dalla sfera sociale tutti coloro che una famiglia non l'hanno, o non vogliono averla.

D'altro lato richiede agli ecclesiastici di non formare famiglie.

Si tratta sicuramente di una svista logica: le ragioni addotte per criticare le scelte omosessuali sono esattamente quelle che si possono addurre contro il celibato.
Bisogna scegliere, ma non basta. I due precetti presi insieme implicano che gli ecclesiastici non fanno parte della società.
L'incoerenza, o nella migliore delle ipotesi l'autoesclusione sociale, rendono difficile riconoscere alla Chiesa una qualsiasi autorità morale sulle questioni sessuali.

SESSO e logica.

Ma in che modo si può mai venir urtati alla vista di qualcuno che ha preferenze sessuali diverse dalle proprie?
Difficile capirlo. Le preferenze sessuali dei mariti sono diverse da quelle delle loro mogli - ai primi piace l'eterno femminino, alle seconde il profilo virile (scusate le categorie un po' grossolane). Nessuno è urtato da queste differenze, anzi molti le trovano del tutto auspicabili.

LO SCARTO tra il paese e la sua classe politica.

In fondo le cose che ho scritto qui sopra mi sembrano di poco momento.

A malapena usciamo dal buon senso. Un buon senso che mi è parso di ritrovare in molte discussioni con amici di destra e di sinistra, religiosi e atei, omosessuali ed eterosessuali.

Quello che stupisce è come molti esponenti della classe politica prendano posizioni che sono nettamente meno misurate e tolleranti di quelle dei loro elettori.

"PURTROPPO c'è la Costituzione".

La frase imperitura pronunciata dal Presidente del Consiglio era in realtà una sfumata ironia (così ha dichiarato in seguito Amato).

Ironia o gaffe, è sicuramente un titolo azzecato per un manuale di educazione civica.

Altri libri istruttivi potrebbero recare titoli simili: "Purtroppo ci sono le leggi", "Purtroppo c'è il Codice della Strada", "Purtroppo c'è la buona educazione", "Purtroppo c'è la logica".

"Purtroppo" è la parola che si dovrebbe sbandierare ogniqualvolta qualcuno cercasse di imporre il proprio punto di vista al suo prossimo con armi o atteggiamenti che mostrano come il prossimo in questione sia ritenuto incapace di pensiero e scelte autonome.

Purtroppo c'è quel meraviglioso intreccio di convenzioni e regole che proteggono la libertà di ciascuno. Più che astratti principi legati a un'inesistente natura o a sciocchi precetti nati dalle antipatie per una sessualità che non si condivide, questo intreccio costituisce il tessuto stesso della società e della cultura.

COMING OUT.

Dato che le scelte sessuali sono cosa privata, la battaglia per una tranquilla integrazione degli omosessuali nel tessuto sociale è in realtà una battaglia per i diritti di tutti ad avere gusti e preferenze e a fare scelte che nessuna autoproclamata autorità possa sindacare.

È una battaglia esemplare, che riguarda veramente tutti: omosessuali, eterosessuali, bisessuali, e persone votate alla castità.

Exclamation
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 12:38 am    Oggetto:  
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Era da un pò che non venivo, ma noto che ancora si parla dell'omosessualità. Ho letto l'articolo in questione, ma è un articolo che si riduce ad un cumulo di idiozie. E' ovvio che un omosessuale può fare le stesse cose di un etero, ma chi ha detto mai il contrario; può guidare la macchina, può condurre un treno, può fare benissimo anche la guerra. E' ovvio che abbia gli stessi diritti degli altri, ma che nessuno mi venga a dire che il rapporo omosex è un rapporto pensato dalla natura. Per quanto la lobby degli omosex si sforzi di dimostrare il contrario, è sufficiente conoscere un pò di anatomia e un pò di fisiologia per comprendere come senza ombra di dubbio la natura non abbia mai pensato ad un rapporo di questo genere, in quanto nella sua economia non serve assolutamente a nulla, ma al contrario sarebbe solo un danno. Evitiamo di scendere poi nei particolari di quanto poi questo tipo di rapporto sia, a lungo andare, anche dannoso.
Ma personalmente non entro nel merito delle scelte private, ma prendo una decisa posizione, quando certe scelte possono influire negativamente sull'intera comunità.
Trovo pertanto delinquenziale l'adozione di bambini da parte di coppie gay, in quanto è un sacrosanto diritto del bambino avere un padre e una madre, visto che si parla proprio di diritti. Parlo con cognizione di causa, poiché ho a che fare proprio con adolescenti da una vita, e so i traumi che derivano da una situazione familiare anomala. La moglie di Reagan ebbe a dire una volta: è stata la famiglia a rendere grande questa nazione. Ritengo che la cosa sia senz'altro vera, e ritengo pure che i grandi mali della nostra società derivano proprio dal fatto che qualcuno ha voluto e vuole distruggere la famiglia in modo scientifico. Continuando di questo passo è fuor di dubbio che la nostra civiltà sarà spazzata via proprio da quelle civiltà dove la famiglia costituisce il nerbo della comunità.
Per il resto le dissertazioni da salotto che si vedono in tv, o si leggono sui giornali, spesso pilotate, lasciano il tempo che trovano, poichè con le parole possiamo dimostrare tutto e il contrario di tutto. L'esempio lo danno i nostri politici: quando li sentiamo parlare, sembrano che abbiano tutti ragione, salvo poi a fare i conti con la realtà.
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il federale

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 7:39 am    Oggetto:  
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Ibis concordo con questa tua bellissima e più che convincente analisi, la sposo in pieno e la condivido totalmente.
Assurdo pensare che ci sia solo una virgola fuori posto, hai ragione anche per quanto riguarda il concetto di famiglia e società: tutte queste deviazioni non fanno altro che minare la vera forza di una Nazione, e nessuno lo capisce.
Parole come tolleranza, biodiversità e quant'altro, dovrebbero trovare dei limiti ben precisi nel momento in cui si va a minare le fondamenta stesse su cui si basa l'intero impianto di un Paese: la famiglia.
Lasciamo stare i diritti di ciascuno ad esprimersi come meglio crede in termini di sessualità, rimane il fatto, e lo sottolineo, che l'omosessualità è contro natura, punto e basta. E' vero che anche nel mondo animale esistono numerosi casi di omosessualità, ma siamo nel campo delle deviazioni, con questo non si dimostra affatto che la natura accetta tali anomalie.
Saluti
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 8:48 am    Oggetto:  
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Accetto l'analisi di Ibis e di Giorgio, ma cerco di affrontare il problema da un punto di vista diverso, assodato che gli omo ci sono, a me interessava capire come le famiglie accettano o meno queste situazioni, il discorso sui diritti è cosi complesso e vasto che onestamente non mi sento di affrontarlo perchè entrano in gioco troppe variabili socio-culturali-economiche.
L'amore di un padre verso un figli è incommensurabile, però la reazione quando si scopre che è gay è sconvolgente... ti chiedi dove hai sbagliato se è colpa dei genitori e ti fai tante di quelle domande che alle volte distruggono le famiglie.
Grazie.
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il federale

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 4:26 pm    Oggetto:  
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Proprio così Pippo, ho un collega che ha da poco scoperto che al figlio non piacciono le ragazze, lui ci ha fatto un'autentica malattia, con tanto di depressione e cura a suon di psicofarmaci.
Non è però detto che tutti reagiscano nello stesso modo, altri avrebbero forse una reazione diversa, certo che comunque non è entusiasmante scoprire che il proprio figlio "esce" con un ragazzo.
A me non danno fastidio le manifestazioni gay, nei limiti del buon gusto e della legalità, certo che le ultime alle quali abbiamo assistito non sono state un esempio entusiasmante di decenza caro Pippo: due uomini che si toccavano nelle parti intime in una vasca da bagno piena di schiuma non sono uno spettacolo edificante. Poi magari giudicatemi non all'altezza dei tempi, ma io la penso così e non sono disposto a retrocedere di un centimetro.
Per gli aspetti cui ti riferisci Pippo ci vorrebbe uno psicologo, che sia in grado con riscontri scentifici di dare delle risposte, io non posso fornire alcun contributo.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 10:30 pm    Oggetto:  
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La mia impressione è che si faccia non poca confusione fra una realtà antica quanto il mondo e certe reazioni sicuramente non gradevolissime e decisamente esibizioniste, ma abbondantemente comprensibili quando si leggono le cose (quasi delle $tr*n§@te) che molti di voi hanno scritto...

Se non sapete capire che la libertà di ognuno di essere diverso da un altro sé stesso è un diritto inviolabile e fondamentale non siete diversi da quelli che vogliono proibire l'accesso all'EXA ai minori non accompagnati..

Di più: visto che siete su QUESTO forum, per favore, andate a rileggervi i principi su cui si fonda e verificate se quanto scrivete sia coerente con tali principi.

Non avrete mai diritto alla vostra liberà fin quando non rispetterete la libertà altrui di essere diversi da voi. Pensate a questo prima di aprir bocca e darle fiato..

Evil or Very Mad


Ultima modifica di Anonymous il Dom Giu 10, 2007 11:51 pm, modificato 1 volta in totale
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 10:47 pm    Oggetto:  
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CptHook ha scritto:

Non avrete mai diritto alla vostra liberà fin quando non rispetterete la libertà altrui di essere diversi da voi. Pensate a questo prima di aprir bocca e darle fiato..

Evil or Very Mad


bravissimo capitano se non mi fossi incartato con le parole era quello che volevo esprimere qualche posts fa preciso preciso
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