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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 3:06 pm    Oggetto:  Si parte anche qui adesso
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Ho deciso di aprire anche questo forum per inserire una cosuccia che credo farà comodo un po' a tutti.


LA TECNICA DEL TIRO
Cristiano Sivieri


Il Tiro a Segno è per me lo sport più bello del mondo. Sicuramente questa è una disciplina sportiva che riesce a formare la mente ed il carattere di chi la pratica, donando un equilibrio come poche altre sanno fare.
Nel corso degli anni, frequentando i poligoni di mezza Italia e campi di tiro vari, mi sono reso conto che la maggior parte dei tiratori per diletto, cioè quelli classici della domenica, non hanno spesso neanche la minima idea di come si imbraccia e/o si spara.
La mia esperienza ormai ventennale nel Tiro a Segno, unita a quanto imparato frequentando i corsi per Tecnico Federale, mi hanno portato a maturare l’idea di mettere giù una (chiamiamola così) guida pratica di tecnica di tiro che comprenda, in termini comprensibili per tutti, una veloce carrellata che tocchi senza approfondire troppo, gli argomenti di maggior interesse, in modo da poter dare a tutti, un’infarinatura di base da dove poter partire, per chi comincia, e da cui rivedere le proprie impostazioni, per chi gia spara.
Dunque per chi vorrebbe avvicinarvisi, per chi c’è appena arrivato o semplicemente per chi vorrebbe dei consigli ma non sa a chi rivolgersi nasce questa guida teorica, frutto come abbiamo detto, di studi effettuati ma anche di pratica agonistica della disciplina; una serie di consigli, dati da un’ amico a degli amici, consigli basati su esperienze vissute: alcune studiate e sperimentate personalmente, molte imparate da chi, più esperto e navigato, ha voluto amichevolmente insegnarmi.
Ovviamente il tutto si svolge nell’ambito del tiro di precisione con l’arma lunga ma, come vedrete, le regole non sono fisse e possono essere applicate con profitto anche all’arma corta
Il principio
Quando ci avviciniamo per la prima volta ad un poligono di tiro, lo facciamo quasi sempre perché ci è nata una passione; la voglia di sparare non è, generalmente dettata da istinti omicidi o autolesionistici come la tendenza politically correct di questi tempi tende a far credere, tramite tutti i media, alle persone. La voglia di impugnare e/o imbracciare un’arma, normalmente discende solo dal piacere che si prova a maneggiare questi oggetti, dal collezionarli, dalla possibilità che essi danno di competere, anche a persone che altrimenti non potrebbero farlo, per loro limiti fisici. C’è solo l’imbarazzo della scelta, le possibilità sono infinite e una volta dentro, potremo valutare quale disciplina, tra le tante offerte da questo sport ci affascina di più. Chiaramente, come in tutte le cose, ma qui forse anche di più, ci sono regole ben precise da rispettare e, se decidiamo di fare tiro sportivo agonistico, aspetti pratici e nozioni da imparare: in questo viaggio insieme cercheremo di capire cosa e quanto.
Sicurezza innanzi tutto
Il primo passo da compiere, ancora prima di prendere in mano l’oggetto, è mettersi nella testa che stiamo maneggiando un’arma da fuoco. Le armi da fuoco, non avvisano mai se sono lasciate cariche o se vengono maneggiate incautamente; un’arma da fuoco non ha un cervello, è solo un’ oggetto inanimato, fatto di acciaio e poco altro senza una sua volontà e non sa che può essere mortale; dipende tutto solo dalla volontà di chi la usa.
In base a questo, deve essere sempre al numero uno sulla lista delle priorità, ricordarsi che non c’è NULLA DI PEGGIO di un incidente con un’arma da fuoco. Seguiamo dunque queste poche e semplici regole e vivremo felici.

1. In poligono, indirizzare sempre la nostra arma in una direzione sicura, non puntarla MAI verso le persone ANCHE SE SI E’PIU’ CHE CERTI CHE E’ SCARICA
2. Presupponiamo sempre che la nostra arma sia carica fino a che non ci siamo accertati del contrario, aprendo l'azione (NON tirando il grilletto!). Ciò include quando, terminata la sessione di tiro la prendiamo dal banco per riporla nella custodia; non importa che SAPPIAMO che la mettiamo via e che è scarica, ACCERTIAMOCENE. Una buona regola da adottare: non presupponiamo MAI che l’arma sia scarica, presupponiamo SEMPRE che sia carica fino a che non siamo più che sicuri del contrario. È capitato a me personalmente, durante i molti anni nei quali frequento il mio poligono, di scoprire in varie occasioni, persone che giravano tranquillamente con armi cariche, senza saperlo, tra la gente; ed è capitato ancora a me, di smontare la pistola di un’ amico esperto e fidato per scoprire, una volta rimontatala, tirando il grilletto per far abbattere il cane, nella maniera più traumatica possibile, che avevo fatto tutto il lavoro con il colpo in canna !!!
Da questo fatto estrapoliamo la regola
3. NON FIDARSI MAI DI NESSUNO. Accertiamoci sempre che l’arma che stiamo maneggiando sia VERAMENTE scarica.

4. Non tentiamo mai di utilizzare armi senza conoscerne il funzionamento PRIMA di impugnarle.

5. Quando l’arma è carica manteniamone sempre il controllo. Mai appoggiarla sul banco MENO CHE MAI lasciarla incustodita senza prima aver estratto l’otturatore o aver inserito il blocca otturatore se semiautomatica, o meglio averla scaricata.
6. Quando andiamo a sostituire il bersaglio, se non si dispone della fossa, tutte le armi in linea di tiro devono essere SCARICHE, con gli otturatori estratti (o con i blocca otturatore se automatiche).
7. È necessario sempre fare un uso responsabile delle nostre armi; ricordiamoci che esse non sono giocatoli ma attrezzi che possono uccidere. Il Tiro a Segno è uno degli sport più sicuri nel mondo purché le regole siano seguite. Sempre!



Iniziamo a maneggiare l’arma.

Quando ci avviciniamo per la prima volta alla pedana di tiro, se non abbiamo mai avuto occasione di sparare prima, ci sentiremo in imbarazzo, ci sembrerà che tutti guardino quello che stiamo facendo e avremo paura di sbagliare tutto. Niente paura, a nessuno, generalmente importa nulla di chi siete e di cosa fate per cui, potete tranquillamente concentrarvi sul lavoro che avete da fare senza curarvi di chi vi circonda. Affidatevi dunque ai consigli del commissario di tiro, il quale saprà indicarvi i sistemi migliori e le giuste maniere per maneggiare l’ arma; stendete il materiale che avete in maniera ergonomica, quando sarete in posizione di tiro non dovete aver necessità di spostarvi per prendere questo o quell’oggetto che avete lasciato fuori portata. Una volta che vi siete piazzati, meglio se per le prime volte seduti e con l’arma in appoggio, impugnate l’arma scarica e senza otturatore (partiamo dal presupposto che abbiate una carabina cal.22 a ripetizione manuale) cercando di posizionarvi al meglio sul bersaglio.
Cio fatto, inserite con calma l’otturatore ma NON INSERITE ANCORA LA CARTUCCIA. Portate invece in chiusura l’otturatore e per un paio di volte provate a scattare senza la cartuccia dentro, tanto per rendervi conto di come funziona lo scatto e familiarizzarci un po’. A questo punto potete inserire la cartuccia e tenendo il dito FUORI dalla guardia del grilletto, dopo aver ovviamente chiuso l’otturatore, posizionate bene la carabina alla spalla e impugnatela strettamente. Quando si dice strettamente, non si dice che dobbiate far uscire quello che resta della linfa del legno, ma è sufficiente avere il controllo dell’arma quanto basta per non farla scivolare via al momento dello sparo. È importante che afferriate sempre la carabina nello stesso modo; i cambiamenti leggeri nella posizione della vostra mano, diverso tensionamento nella pressione del pollice sulla pistola del calcio e perfino nel posizionare l’indice sul vostro grilletto faranno una differenza grande la dove i colpi concludono il loro viaggio. Ma di questo parleremo in seguito.

Naturalmente questo sarà abbastanza scomodo inizialmente ma con la pratica comincerete a ritenerla una regola naturale. Quando la carabina sarà correttamente imbracciata e sostenuta dalla spalla, potete infilare il dito nella guardia del grilletto, appoggiarlo mooooolto delicatamente su questo ed iniziare a porvi una leggera pressione, leggera ma progressiva. La prima parte della corsa (il primo tempo) è molto leggera e sarà facilmente superata poi, troverete un’ indurimento (inizio del secondo tempo) e a questo punto la pressione dovrà aumentare, sempre progressivamente e senza strappi. Ad un certo momento il colpo partirà, senza che vi rendiate conto di come questo può essere successo; se avrete avuto cura di allineare bene la tacca col mirino, potete star tranquilli che questo è un dieci. Per quanto riguarda l’allineamento tra tacca e mirino, ovviamente vige la regola degli spazi uguali; in altre parole, il mirino deve essere perfettamente allineato all’interno della tacca di mira, ne più alto ne più basso, lasciando ai lati due fessure di luce uguali.
Anche di questo parleremo meglio in seguito.
La posizione di tiro
Non esiste una posizione perfetta per sparare. La vostra propria posizione si evolverà insieme alla vostra esperienza, a mano che crescerete, sarete infatti in grado di riconoscere il vostro punto naturale. Scegliete così una posizione comoda, la quale vi permetta di poter imbracciare correttamente la carabina (che ricordiamolo è in appoggio), sedendovi non troppo in alto ma neppure troppo in basso, in modo da inquadrare il bersaglio con i vostri organi di mira senza per questo dover fare dei contorcimenti da acrobata. Entro breve tempo troverete il vostro punto naturale di seduta, di come mettere le gambe e perfino di come sostenere l’arma.
Come respirare.
Scommetto che non avete mai pensato che per sparare si deve imparare a respirare, dopo tutto, lo state facendolo da anni, ma non sapete che quando vi sedete con la carabina in braccio e volete far centro, il buon controllo della respirazione vi renderà più semplice il far centro. Quindi, sarà necessario imparare come respirare. Un buon rifornimento di ossigeno al vostro corpo migliorerà il controllo della muscolatura, renderà più chiara la vista e manterrà libera la mente delle distrazioni secondarie.
Quindi, appena pronti, con il colpo in camera ed il dito sul grilletto, riempitevi bene i polmoni con un paio di respiri profondi ed esalate circa metà aria, a questo punto, interrompete la respirazione ed iniziate a fare la vostra pressione progressiva sul grilletto fino alla partenza del colpo. A questo modo, le oscillazioni parassite del corpo (che inevitabilmente si trasmettono all’arma) vengono passivate e vi permetteranno di avere più probabilità di far dieci.
Che cosa da guardare.
Questa è la regola più illogica e dura da accettare da parte di un novello tiratore il quale desidera ardentemente vedere i colpi sul proprio bersaglio. Dopo tutto, direte voi, come potete sperare di colpire qualcosa se non potete vederla chiaramente?
Ma dovrete abbandonare i vostri istinti naturali e prendere un' indirizzo differente. Voi dovrete mantenere il vostro occhio (ed attenzione) sugli organi di mira, non sulla zona del bersaglio; scoprirete abbastanza presto dove è arrivato il colpo, non preoccupatevi. Sparando è tanto importante guardare che l’accoppiamento mirino-tacca di mira sia perfetto, perché se la vostra attenzione esita per appena un secondo o due voi neppure vi accorgerete dello spostamento dell’ allineamento col risultato che quel colpo mancherà l'obiettivo.
Così guardate gli organi di mira. Saprete che state facendolo bene perché il bersaglio sarà sfocato (è fisicamente impossibile avere entrambi a fuoco). Allora quando comprimerete uniformemente il vostro grilletto, sarete sorpresi dalla partenza del colpo e ancora sarete sorpresi piacevolmente sorprendo i risultati sul bersaglio.
Come correggere i vostri organi di mira.
Quando siamo alle prime armi, generalmente non siamo molto in grado di poter intervenire sulla regolazione di tacca e/o mirino; meglio sparare un gruppo di colpi quando cominciate e non essere tentati di andare a ravanare sulle regolazioni come conseguenza di un colpo o due fuori dal gruppo stesso. Sparate dunque un minimo di dieci colpi realizzando quella che in gergo tecnico viene definita “rosata”, quindi prendete una media del gruppo e procedete alle vostre registrazioni di conseguenza, per spostare il centro del gruppo verso la metà del bersaglio. Consultate sempre il manuale per imparare in quale senso girare le viti di registrazione.



Parte prima : la posizione




Gli istruttori, da sempre, si sono rotti la testa cercando di far capire ai loro allievi la teoria, che la corretta posizione di tiro è cosa determinante per l’ottenimento di un ottimo risultato. Ad esempio: nel Benchrest, disciplina non olimpionica con l’arma lunga, praticata oggi nella maggior parte dei poligoni italiani, sia che venga effettuata con il piccolo o con il grosso calibro, essa prevede la posizione seduta. Questa, la quale a priori può sembrare priva di difficoltà, non ne è invece assolutamente esente. Nel tiro in piedi, che è forse la tecnica più difficile da applicare al tiro con l’arma lunga è quasi impossibile non oscillare una volta imbracciata l’arma; nella posizione a terra, che potrebbe sembrare la più facile, ci sono regole ben precise da rispettare, così come nel tiro in ginocchio.
Per tutte vale una sola regola:


Posizione Fisica

Se avete l'idea sbagliata che esista una posizione "perfetta" per tutti, vi suggerisco come esperienza vostra, di fare una camminata lungo la linea di tiro di una gara di campionato. Vedrete persone sparare in tutte le posizioni possibili ed immaginabili. Forse se tutti fossimo costruiti allo stesso modo, potrebbe essere possibile sviluppare una posizione di tiro uguale per tutti ma se considerate le molte figure corporee, le diverse altezze, le differenti strutture ossee, uso degli occhiali, perfino le abitudini di ogni tiratore, e chi più ne ha più ne metta, non resterete certo sorpresi nel vedere tanta diversità. Quindi abbiamo stabilito che non c’è UNA posizione corretta uguale per tutti ma una posizione corretta diversa per ognuno di noi; dobbiamo adesso stabilire cosa cercare per realizzarla. Ad ognuno di noi, la posizione ideale dovrebbe dare parecchie cose: la prima, ovviamente stabilità, la seconda, comodità; non è corretto infatti sedere troppo distanti dal banco, in maniera da dover allungare troppo il corpo per mirare, come non lo è sedere troppo in basso o troppo in alto, dovendo come conseguenza abbassare troppo le spalle o allungare il collo. Dovete evitare pure di stare troppo vicini al banco, dovreste raggomitolavi per mirare. Questo significa, e vale per tutte le discipline, riuscire a formare una piattaforma solida con il minimo possibile di ondeggiamento, per il rilascio sicuro del colpo, qualunque essa sia la sua forma. Dovrebbe anche essere una posizione tale, da permettere alle braccia di assumere una posizione naturale, senza sforzo, per il tempo necessario a tutta la sequenza di tiro. In tutte le discipline, la posizione, come gia accennato, dovrebbe evitare situazioni di sforzo sul corpo e dovrebbe essere ripetibile. Queste sono solo alcune delle cose da cercare o da evitare quando un tiratore inizia la sua attività ed il medesimo discorso vale per coloro che preferiscono sparare in piedi: stando in piedi con l’arma imbracciata si ondeggia e questo può precludere dei buoni risultati se non si imparano le tecniche per evitarlo non c’è nessuna regola neppure per la disposizione corretta dei piedi ma ci sono alcune necessità che interesseranno la vostra posizione generale che dovrebbero essere considerate.

Spieghiamoci meglio

La norma se esiste, sta nel disporsi in maniera adeguata, qualsiasi sia la disciplina praticata: nel tiro in piedi, si dice, genericamente, che i piedi devono essere posti circa alla stessa larghezza delle spalle, tuttavia, la cosa che è più importante è di stare bene. Che i piedi siano tenuti chiusi o siano tenuti aperti non fa molta differenza se riuscite a trovare un punto di buona stabilità; tenere i piedi paralleli è tecnicamente la cosa migliore ma distribuire lo sforzo sui muscoli della coscia e dei glutei in maniera fluida e senza troppo sforzarsi, è quanto di più importante ci sia, per poter evitare un’ eccessivo affaticamento per periodi anche lunghi. Una delle cose più importanti è appesantire la distribuzione e per far questo si deve trovare il massimo punto di contatto sul pavimento; questo significa avere una distribuzione uguale del peso sia sui talloni che sulle punte dei piedi. Inoltre questo significa portare le apposite scarpe da tiro, rigide, con suola allargata e perfettamente piana. Le normali scarpe da passeggio o da ginnastica hanno infatti un esagerato supporto dell'arco e suole estremamente flessibili e/o gommose, le quali non permettono un solido appoggio.Tirare in piedi, significa bloccare tutto il vostro corpo, a parte le braccia e la testa. Quando siete nella posizione per iniziare il puntamento, nessuna parte del vostro corpo dovrebbe muoversi tranne le braccia. È un difetto comune oscillare, dopo aver portato le braccia con l’arma all'altezza corretta sul bersaglio, ma facendo uno sforzo cosciente dovreste riuscire a bloccare, tramite la muscolatura, tutte le giunture del corpo, trasformandovi in un monolito. Il trucco è in primo luogo scoprire ogni funzione di quella posizione; con quali muscoli bloccare quali giunture, per quanto tempo si può mantenere, come la testa deve essere posizionata, come deve essere effettuata la respirazione.

Posizione interna : usare la mente

In tutte le discipline di Tiro a Segno, quando parliamo di posizione di tiro, generalmente intendiamo la disposizione fisica del corpo relativamente allo spazio circostante ma ci dimentichiamo quasi sempre di prendere in esame ed in considerazione una sensibilità più astratta ma ugualmente importante, dell'essere equilibrati. L’equilibrio è infatti più una condizione della mente che del corpo e viene descritta nei manuali degli istruttori come "la posizione interna". Dobbiamo sempre tener presente, infatti, che il Tiro a Segno è fondamentalmente frutto di condizioni mentali perfettamente equilibrate, più che delle buone condizioni fisiche; potremmo affermare che si spara più con la testa che con il braccio.La chiave reale del giochino è ricordarvi la vostra posizione, quando ritenete che essa sia buona; memorizzatela bene, in modo da poterla ripetere all’infinito. Per questo è obbligatoria una buona attenzione al particolare: potete essere sicuri di essere perfettamente in equilibrio? Potete usare la vostra memoria per dosare lo sforzo sui muscoli, in modo da replicare la stessa pressione ai piedi, la stessa pressione sulla presa ? Potete ricordarvi di come ottenete il bloccaggio di ogni giuntura sempre nello stesso modo? Occorre tempo prima che troviate la VOSTRA corretta posizione di tiro, e questo avviene passando attraverso una lista di controllo mentale di come ogni parte del vostro corpo “sente” di essere e di come voi sapete che dovrebbe invece essere. L’insieme delle informazioni raccolte dai vari organi, giunge infatti alla corteccia cerebrale, dove, una volta memorizzate, divengono sensopercezioni del proprio corpo. Questo procedimento, composto da un continuo susseguirsi di stimoli afferenti ed efferenti, va a formare la coscienza interiore dell’immagine del proprio corpo, rispetto allo spazio esterno ed all’arma.

Uno degli allenamenti più importanti del tiratore, dovrebbe consistere infatti nel passare molte ore ad esercitarsi nell’assumere la sua posizione di tiro, in modo da familiarizzare con essa. Attenzione: la maggior parte dei tiratori in piedi ondeggiano un poco ed è corretto; se voi scoprite che avete la tendenza ad oscillare molto, troppo, controllate attentamente che i vostri occhiali da tiro, il vostro cappello o, se portate il paraocchi, qualcosa in questi non vada ad interferire sulla vostra visione periferica; se essa è disturbata, può rendere difettoso il vostro senso dell’ equilibrio.





Parte seconda: la respirazione




Ponendovi in posizione di tiro, noterete che il vostro mirino non ne vuol sapere di star fermo sul punto mirato ma si muove, oscillando diagonalmente sinistra-destra-alto-basso e viceversa, in maniera perfettamente sincrona al vostro respiro. É ovvio che noi, respirando ci muoviamo, non potremmo fare diversamente; purtroppo, l’espandersi del torace crea ampi movimenti al nostro corpo e questo risulta deleterio al momento in cui siamo in punteria e dobbiamo rilasciare il colpo: come facciamo a far star fermo il dannato mirino sul bersaglio?



Un po’ di anatomia

Per trasformare l'energia delle sostanze nutritive, come lo zucchero, in energia utilizzabile, la maggior parte delle cellule si servono di un processo biochimico chiamato "respirazione cellulare".
La produzione di energia per mezzo della respirazione cellulare richiede un rifornimento continuo di ossigeno e genera, come sostanza di rifiuto, diossido di carbonio.
Il sistema respiratorio provvede allo svolgimento della respirazione cellulare prelevando l'ossigeno dall'ambiente ed eliminando il diossido di carbonio dall'organismo.
Per svolgere queste due funzioni l'atto respiratorio si svolge in due fasi: l'inspirazione e l'espirazione.
Durante l'inspirazione l'aria ricca di ossigeno entra attivamente nei polmoni grazie ad un movimento di espansione della cassa toracica, la quale aumenta di volume. A questo scopo il diaframma, che in posizione di riposo è a forma di cupola, si appiattisce e contemporaneamente i muscoli intercostali si contraggono e spingono in alto e in fuori la cassa toracica. Insieme a questa si espandono anche i polmoni. Più intensa è l'azione dei muscoli intercostali più aria entra nei polmoni.
L'espirazione, durante la quale l'aria povera d'ossigeno viene espulsa passivamente, avviene quando i muscoli e il diaframma, che hanno provocato l'inspirazione, si rilasciano. Ciò determina una costrizione della gabbia toracica e una contrazione dei polmoni che, essendo molto elastici, espellono l'aria.
L'aria espirata contiene ancora una certa quantità di ossigeno.
Il ritmo della respirazione è automatico, ma i muscoli coinvolti sono volontari e ogni loro contrazione è stimolata da impulsi nervosi. Questi impulsi si originano nel "centro respiratorio" presente nel midollo allungato. Il centro respiratorio è diviso in due parti addette rispettivamente all'inspirazione e all'espirazione. L’uomo ha la possibilità di interferire con l’automatismo di questi impulsi nervosi, regolando il ritmo della respirazione a proprio piacimento o interrompendolo del tutto
La respirazione nel Tiro a Segno
In ogni disciplina di tiro che possiamo prendere in esame, non è possibile sparare respirando, ragione per cui, dovete imparare le tecniche necessarie a “sospendere” la respirazione durante il tempo necessario ad inquadrare perfettamente l’obiettivo e rilasciare il colpo. Quella che con termine tecnico viene definita “Apnea” ma che io preferisco indicare come sospensione del respiro, sembrerebbe ad un primo esame di una semplicità ovvia:- Basta smettere di respirare.
In effetti, la banalità della precedente affermazione potrebbe farci considerare con sufficienza, che basti solamente trattenere il fiato ma in realtà, non tutti sanno come prepararsi correttamente prima di farlo. La preparazione corretta, fa ottenere infatti vantaggi in termini di durata della sospensione del respiro ed inoltre, crea un rapporto favorevole respirazione-rilassamento-sospenzione. Il nostro corpo consuma, ossigeno, il quale viene immagazzinato in un serbatoio, dato dai polmoni, nei quali facciamo il pieno. Non è detto però che sappiamo sfruttarne completamente la capienza; può darsi (ed è quasi sempre così) che non sappiamo svuotarli bene e che un po' di aria rimanga inutilizzata al loro interno, oppure che non riusciamo a riempirli al massimo. La respirazione più adatta a chi si accinge ad entrare in apnea è quella che prevede un maggior ricambio d'aria con il minor sforzo. In altre parole, la respirazione deve essere la più efficiente possibile. All'inizio della preparazione è molto importante rilassarsi, perciò dedicheremo la nostra attenzione alla ricerca di un rilassamento fisico ottimale e del giusto stato mentale.
La respirazione sarà normale, fisiologica, ovvero quella che ci viene spontanea senza pensarci. Sarà comunque lenta e tranquilla, come deve essere quando ci stiamo rilassando. Non è possibile rilassarsi profondamente se non si sa come respirare. Non si possono ottenere buone performances senza rilassamento e la respirazione non può essere slegata dal rilassamento e viceversa
La “sospensione” del respiro e la sua preparazione: respirare con la pancia
È per questo motivo che prima di ogni gara o sessione di allenamento, ho introdotto il sistema di rilassamento condotto tramite la tecnica della respirazione DIAFRAMMATICA, tecnica mutuata dal programma di allenamento degli apneisti veri: coloro che fanno immersioni prolungate.
La tecnica è stata ovviamente modificata e adattata all’uso specifico della preparazione al tiro e non è esattamente uguale al modello da cui deriva. Questo tipo di respirazione prevede l'utilizzo del solo muscolo diaframmatico sia per l'inspirazione che per l'espirazione, evitando il coinvolgimento durante il processo dei muscoli toracici, i quali dovranno restare perfettamente rilasciati. Questo è l’unico sistema con cui è possibile arrivare ad avere un ottimo ricambio d'aria, dato che il diaframma agisce sulla parte bassa dei polmoni, la parte più grande, che è quella che, se non svuotata bene, ci causa un enorme ristagno di aria viziata. Inoltre, il movimento del solo muscolo diaframmatico ci costa un minor dispendio di energia rispetto al movimento dei fasci muscolari toracici.
Questa fase, necessariamente, dovrà essere effettuata senza forzare troppo l'espirazione perché ci causerebbe un lavoro muscolare eccessivo. Per lo stesso motivo anche l'inspirazione non sarà massima ne molto profonda, anche perché non intervenendo il torace, non è possibile fare un'inspirazione massima solo col diaframma. In altre parole, dovrete imparare a respirare con la pancia, cercando di mantenere il torace immobile. Questo modo di respirare, naturale nei neonati, per noi diventa col tempo innaturale e dovremo pertanto riabituarci ad effettuarlo ed è importante che il tempo dell'espirazione sia più lungo di quello di inspirazione; circa il doppio: così facendo svuoteremo quasi completamente i polmoni ma con il controllo dell’espirazione ci costruiremo anche un’ ambiente interiore di rilassatezza
Negli attimi che precedono la sospensione dell’attività respiratoria, cercheremo di approfondirla al massimo, facendo finalmente intervenire anche il contributo del torace ed effettuando atti respiratori completi, profondi ma lenti. Tre o quattro atti di respirazione profonda saranno sufficienti per essere pronti e l'ultima espirazione sarà importantissima, perchè si dovrà fermare a circa al 60% del totale e questo è il momento in cui entreremo in sospensione.
Merita molta attenzione il discorso sull'iperventilazione, che è quella manovra che ci fa aumentare la quantità d'aria inspirata per ogni minuto; questo tipo di respirazione profonda e veloce, NON deve essere mai fatta prima di entrare in gara. Tale manovra è controproducente: i movimenti respiratori rapidi e profondi dell'iperventilazione fanno affaticare, innalzano il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa.

Lo sparo

Una volta entrati in sospensione respiratoria, inizia il “gesto tecnico” vero e proprio, culminante nel rilascio del colpo; il corpo è immobile, a questo punto il mirino ingaggerà il bersaglio, il dito inizierà a contrarsi ed il colpo partirà. Con calma, riprenderete lentamente a respirare: senza affondare troppo ma in maniera leggera riprenderete il normale ciclo naturale.
L'importante è ricordare sempre che esiste un tempo limite, generalmente determinato dalla capacità polmonare di ogni individuo, ma riconducibile tra un minimo di cinque ed un massimo di otto secondi, entro il quale il colpo deve necessariamente partire oppure è meglio rinunciare e riprovare più tardi, dopo aver effettuato di nuovo la respirazione, tenendo presente che, come detto dianzi, non ci si deve spingere troppo avanti nella sospensione altrimenti si corre il rischio di entrare in fase debitoria di ossigeno, cosa che incide pesantemente sulle capacità visive e specialmente per chi porta gli occhiali, è decisamente controproducente.



Schema respiratorio
Ipotesi di respirazione

Primi tre/quattro atti respiratori lenti e rilassanti. Durante questa manovra si rilassano i muscoli del corpo e si cerca una condizione mentale idonea.
Fase "inspiratoria" Tempo 10 sec Si muove solo il diaframma che si sposta lentamente in basso favorendo l'ingresso di aria nuova.
fase "espiratoria" Tempo 15 sec Si muove solo il diaframma che si sposta lentamente in alto favorendo l'espirazione di aria viziata.
Ultima serie di atti respiratori. Durante questa fase si cerca la massima capacità ovvero massima espirazione, massima inspirazione, reinserendo in movimento anche i muscoli toracici
Ultima fase "espiratoria" Tempo 10 sec Si muovono diaframma e cassa toracica lentamente, fino a circa il 60% della capacità di espirazione; i muscoli della cassa toracica sono abbondantemente rilassati, si inizia la sospensione del respiro
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Adv



MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 3:06 pm    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 6:19 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

ottima guida !!! io finita la stagione lavorativa vorrei imparare a tirare con la carabina e farò tesoro dei tuoi insegnamenti.
grazie ciao mcg
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 7:47 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

a 'esposizione................ Laughing Wink
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il federale

Ospite















MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2007 7:55 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ottimo Camerata, utilissimo manuale "delle giovani Marmotte".. quale io sono Embarassed perciò ti ringrazio!
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