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SPIRITO LIBERO E INDOMITO. IL FORUM DI CHI NON AMA CANTARE NEL CORO DEI PIU'.



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Antenati
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 1:31 am    Oggetto:  Antenati
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Leggendo un altro post mi balza all'occhio la citazione degli antenati del Cpt... è una passione che ho sempre avuto.. i nostri antenati... chi ci ha preceduto in famiglia ? Metto in questa sezione perchè ho sempre pensato che noi, anche singolarmente, siamo il frutto della storia... storia famigliare... storia di dove siamo nati... di dove siamo cresciuti... allora quale posto migliore di "Chi siamo" ?
Se vi va potreste raccontare qualche storia di famiglia...
io comincio raccontantovi di quel poco che so del passato militare della mia famiglia (io ho sta fissa)
So che il mio bisnonno Enrico nella prima guerra mondiale era un sottoufficiale del Reggimento Artiglieria a cavallo (molto probabilmente piu fortunato di molti altri), non mi hanno quasi mai raccontato nulla di lui... mi rimane la sua foto, eretto, mustacchi, in divisa con kepì e criniera nera e la sciabola... nulla più... dai racconti del nonno Ares (il figlio) deduco fossero possidenti terrieri che non facevano la fame... papà mi diceva "tuo nonno Ares non ha mai visto una stalla..." e dal nonno che raccontava di ragazzi suoi amici che, visto non se la passavano bene, venivano invitati a pranzo dalla bisnonna (uno di questi nel giugno del 45 si è presentato alla porta di casa per prelevare mio nonno Ares)... arrossisco pensando in questo momento che non so la data di morte di Enrico...
Veniamo ad Ares... il turbolento... per offendermi (a suo dire) da ragazzo mio padre era solito ripetermi che gli assomigliavo in tutto...
Ares a 17 anni compiuti, nel febbraio 1945 si arruola nella Legione autonoma mobile "Ettore Muti" battaglione "Angeli" dislocato nel piacentino... uno di quelli che se ne fregato se la guerra era persa... si fa nemmeno 3 mesi di guerra, ridotto della Valtellina e poi si scioglie la Legione, con qualche peripezia scende i monti, attraversa a nuoto il Po e ritorna a casa nella bassa parmense... dove lo prelevano appunto nel giugno 45... lo portano allo stadio comunale di Parma dove i partigiani stavano effettuando decimazioni dei "prigionieri" (eravamo al confine del trangolo rosso e nn si andava sul sottile), scampata quella viene rinchiuso nella Certosa di Parma la quale fungeva da carcere. Li fa conoscenza con uomini provenienti da tutta Italia e di tutti i reparti; raccontava che ogni tanto qualcuno veniva prelevato e la mattina dopo veniva ritorvato nel fosso piu vicino all'uscita con un colpo in testa.
Memorabile la notte in cui i carabinieri stanchi delle eseguzioni sommarie fatte dai partigiani si rifiutarono di consegnare altri prigionieri... i partigiani arrivano in forze per assaltare la prigione... i carabinieri riuniscono gli ufficiali presenti tra i reclusi e sotto il giuramento di restituzione li armano... immagino la faccia dei partigiani... naturalmente alzano i tacchi e se ne vanno...
So che rimase in carcere fino all'amnistia, ma poi a suo dire, è cominciato il periodo piu difficile... erano botte tutte le volte che metteva naso fuori di casa... se si voleva uscire si doveva mettere in conto che sano non tornavi... ma è sempre stato massiccio.. e la lotta era il suo pane... a 75 anni è andato in tribunale per essersi attaccato con un coetaneo dopo che per una lite di condominio era stato apostrofato come "criminale fascista"... la cosa piu bella è che entrambi erano operati alla gola per tumore dunque senza corde vocali... però ad insultarsi ci riuscivano...
Un episodio: io ragazzino, 12-13 anni, cominciavano le passioni politiche, pranzo domenicale di tutta la famiglia, tutti riuniti dal capostipite... arriva mia cugina... tra una chiacchera e l'altra salta fuori che ha un moroso... mio nonno sorride e gli chiede chi fosse... al pronunciare il cognome vedo uno strabuzzare di occhi... il bichiere che aveva in mano vola e finisce sulla parete... gli urla che con quella famiglia non dobbiamo spartire nulla ... tantomeno il letto... racconta poi che i buchi che i tre figli ricordavano sopra il camino della casa erano stati creati da una sventagliata di mitra fatta in una notte degli anni 50 da gente di quella famiglia (lui sosteneva)... appostati fuori dalla finestra... mentre si cenava...

Bhe.... penso di avervi annoiato abbastanza... ma è sempre "storia italiana"...buonanotte
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Adv



MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 1:31 am    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 7:55 am    Oggetto:  
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Azzzzz............. bella storia SeeP. Bravo, hai fatto bene ad aprire questo topic. Wink

Johndog
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 12:10 pm    Oggetto:  
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Io non conosco bene i dettagli però, a quanto dice mio nonno, il trisavolo Dario era fante durante la I guerra mondiale e avrebbe combattuto anche sul Piave. Quando in tv viene nominato Il Fiume, mio nonno se ne sorte sempre con la frase: "il nonno Dario lo dicea sempre, qui' giorno i' Piave curria sangue!". Di Dario ho una foto, grande, di lui in posa con al divisa. Magari provo a dargli un'occhiata approfondita per vedere se noto insegne di qualche reparto...
Veniamo poi al bisnonno Giuseppe. Anche di lui sò poco di preciso, so che combatteva in africa e che fu catturato ad El-Alamein. Durante gli ultimi anni della sua vita, i ricordi della guerra riaffiorarono, e mentre era fermo a letto era covinto che nei campi dietro casa mia ci fossero i cannoni inglesi.
So inoltre che durante il periodo di occupazione, la famiglia di mio nonno ospitava in casa dei tedeschi che, a differenza di quello che si sente dire in giro, si sono sempre dimostarti gentili ed educati (salvo quando si ubriacavano e facevano un gran casino Mr. Green ).
Questo per quanto riguarda glia ntenati da parte di mio padre.

Di quelli di mia madre, so del mio bisnonno (il padre di mia nonna) che era finanziere e padre di ben 15 figli (un mito! Mr. Green ); uno zio di mio nonno invece, era pure lui in africa. Fu catturato (in Libia mi sembra) e portato prima in India e poi in Australia dove vive tuttora.
Mi spiace di non avervi potuto dare più dettagli, e mis cuso se vi ho annoiato. Wink
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 5:10 pm    Oggetto:  
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Bè, io ho la fortuna di avere un cugino paterno di 4° grado che si è dedicato alla ricerca della storia di famiglia e, alla fine, ne ha ricavato un dettagliatissimo albero genealogico.

Partendo dai registri del cimitero di Napoli ha ricostruito a ritroso tutto il percorso fino al 1837, anno in cui il trisavolo Domenico, nato nel 1800 a Cloz, un villaggio che oggi conta circa 700 anime, sulla strada che da Trento porta al passo della Mendola, emigrò a Napoli.

Portava con sé la moglie Teresa, nata a Vienna nel 1801 e ora sepolta con lui a Napoli, e cinque figli, tre maschi e due femmine, quasi tutti presenti in questo vecchio dagherrotipo:



(Uno dei maschi è stato la pecora nera della famiglia, e io penso di assomigliargli molto, almeno nelle mie foto giovanili; provate a trovarlo... Razz )

So che a Napoli Domenico avviò un commercio di tessuti, pare anche con l'Inghilterra, ed ebbe abbastanza successo da potersi permettere di "comprare" la particella "de" che oggi precede il nostro cognome e di far costruire una tomba di famiglia che ancor oggi esiste.

Di episodi d'arme o avventurosi non ne conosco molti, salvo forse quelli riguardanti il padre di questo cugino, che aveva una qualche carica importante (non ricordo quale) fra le autorità fasciste a Napoli prima e durante la guerra.

Però, tutto sommato, gli è andata molto bene ed è morto serenamente nel suo letto alcuni anni fa.

Altro episodio, forse più buffo che drammatico, riguarda l'ultimo dei fratelli di mio padre, oggi 92enne. Un gigante di 1,95 campione di canottaggio e, soprattutto, "uno dei più grandi portieri di pallanuoto che l'Italia abbia mai avuto" (cito da un articolo di una società sportiva rivale), appunto campione italiano nel famoso "Settebello".

Orbene mio zio aveva una fidanzata austriaca, bellissima (morta pochi mesi fa, dopo 70 anni di amore ininterrotto
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) e un giorno un "nobile" napoletano si permise su di lei un apprezzamento che mio zio non apprezzò affatto, al punto che... lo sfidò a duello! Shocked (al primo sangue, per fortuna... Rolling Eyes ).

Il "nobiluomo" in questione era conosciuto come il miglior spadaccino del tempo a Napoli..., mio zio si prese una stoccata ad un braccio e le prese di fondelli di tutti i suoi amici Laughing

(Le due spade di quel duello, cari Seep e Fulvio, sono quelle che poi, fra me e altri, hanno lavorato molto di più e, forse, hanno "bevuto" di più che non in quel duello.)

Altra cosa molto buffa nella storia della famiglia è il modo in cui ho conosciuto il cugino ricercatore, di cui avevo una volta incontrato il padre, (cugino del mio, ovvio) molti anni prima.

Abitavo a Cerveteri e continuavo a ricevere posta indirizzata ad una ragazza col mio stesso cognome che abitava nella palazzina di fronte alla mia.

Un giorno arrivò una lettera indirizzata, in modo molto ironico, ad un ragazzo con lo stesso cognome ma, soprattutto, col nome del cugino di mio padre.

La forma ironica dell'indirizzo e il nome mi insospettirono e così, attraversato il cortile, scoprii che i due ragazzi erano miei "nipotastri"..., sono cugini di 6° grado di mio figlio..., figli del fratello maggiore del cugino ricercatore..., se non si chiama predestinazione questa...

Very Happy
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 5:57 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Uno dei maschi è stato la pecora nera della famiglia, e io penso di assomigliargli molto, almeno nelle mie foto giovanili; provate a trovarlo... )


...è quello tutto a dx con il gomito appoggiato alla colonna?

Ciao.
.45
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 6:09 pm    Oggetto:  
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sai Arrigo, pensavo che colpa delle stoccate potesse venire anche dall'influenza degli ascari... Wink

veniamo al poco che so dei miei.
da parte di Madre: il bisononno era allevatore di cavalli e da quello che mi raccontava il nonno erano quelli bianchi che andavano alle stalle del re... bisnonno e figli sono stati impiegati in conflitti vari, del bisnonno nessuna traccia dopo la partenza per la prima gerra, uguale per il fratello di mio nonno.
mio nonno calla 1902 è stato impiegato giovanissino in Africa, e in Italia come carabiniere. Mia nonna era molto fiera di essere stata premiata Giovane Italiana e ricordo ancora le foto e le carte che mi faceva vedere da bambino.
del nonno espongo la bandiera Sabauda con le medaglie appuntate. per anni sono state nascoste in cassetti e buste di carta, alla fine mio zio conoscendo la mia indole alla morte del nonno ha pensato che potessi aprezzarle di più di qualche tarma e me le ha affidate.
da parte di Padre: nulla so del bisnonno se non che fosse originario di Vigoleno (PC) e ch eil ramo della famiglia sia diviso tra qui e l'Inghilterra. il nonno ha servito come interprete con le varie peripezzie che ho già descritto in altro Topic.
non so come da una persona tanto gentile possa essere uscito mio Padre... e di conseguenza io. la famiglia di mia nonna è originaria di Sorbolo 9 tra fratelli e sorelle, 7 morti durante la guerra. l'ultimo zio di mio padre è tornato con l'ultimo treno dalla Russia e si è spento una decina di anni fa, ancora segnato dai congelamenti della ritirata.

appena avrò un figlio aggiornerò il topic con la parte di mio Padre... Wink
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 6:14 pm    Oggetto:  
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.45 ha scritto:
Citazione:

Uno dei maschi è stato la pecora nera della famiglia, e io penso di assomigliargli molto, almeno nelle mie foto giovanili; provate a trovarlo... )


...è quello tutto a dx con il gomito appoggiato alla colonna?



Shocked

Congratulazioni! Very Happy E sì che non ci siamo mai incontrati di persona...
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 8:01 pm    Oggetto:  
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Citazione:

il bisononno era allevatore di cavalli


Allora, se fossimo stati più vivicni, forse i nostri avi avrebbero intrattenuto rapporti d'affari. Cool
Quella del bisnonno Giuseppe era infatti una famiglia di fienaioli. Rifornivano, oltre che molti fiaccherai di Firenze, anche diversi nobili della zona.
In casa mia il cavallo è stata una presenza costante, fino a circa una quindicina d'anni fà. Per il fieno invece, mio nonno continua tuttora (salute permettendo) a segare alcuni terreni. Unpò per avere il fieno per le betie, e un pò perchè forse non riesce a separasi da quella che un tempo era la vita di tutta la sua famiglia.
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