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LA "MACCHINA DEL GIUDIZIO UNIVERSALE"...
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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 10:13 am    Oggetto:  LA "MACCHINA DEL GIUDIZIO UNIVERSALE"...
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... di Ron Rosenbaum - 31/8/07

... ovvero terrore, follia e fine del mondo sospesi sopra le nostre teste...

Questo il link all'articolo originale



che, come al solito, tradurrò e posterò a puntate, con la preghiera di non rispondere fin quanfo non avrò finito...

(ma perché non faccio il traduttore di mestiere, mi domando...)

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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 10:13 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 10:39 am    Oggetto:  
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Il ritorno della macchina del Giudizio Universale?

“Non contate su di me per salvare di nuovo il mondo.”
di Ron Rosenbaum – 31/8/2007

“La macchina nucleare del Giudizio Universale.” E’ un’espressione della Guerra Fredda che per lungo tempo è sembrata dimenticata, e persino allora “la macchina” era considerata niente di più di una spaventosa ipotesi romanzesca.

Non è impossibile crearla – i principi fisici e meccanici furono precisati per la prima volta da Leo Szilard, uno scienziato nucleare USA – ma in effetti non lo fu, trovando reale esistenza soltanto in incubi apocalittici come “Il Dottore Stranamore” di Stanley Kubrick.

In “Stranamore” la “macchina del Giudizio Universale” era un sistema sovietico in grado di far detonare automaticamente 50 bombe all’idrogeno rivestite in cobalto pre-posizionate attorno al pianeta, nel caso in cui i suoi sensori avessero rilevato un attacco nucleare sul territorio russo.

Così, persino un incidente o (come in “Stranamore”) una bomba nucleare USA non autorizzata, poteva innescare le bombe della “macchina” che, esplodendo, avrebbero provocato una ricaduta di cobalto radioattivo che avrebbe reso la Terra inabitabile alla razza umana per 93 anni.
Nessuna mano umana poteva fermare questa apocalisse completamente automatizzata.

Estrema fantasia, certo. Ma secondo un recente libro, “Gli uomini del Giudizio Universale”, e secondo vari scritti sull’argomento di vari analisti USA, potrebbe non trattarsi di una mera fantasia.

Secondo questi resoconti i sovietici avevano effettivamente costruito e attivato, verso la metà degli anni ’80, una variante della “macchina”; e non risultano esserci prove che la Russia di Putin abbia deattivato il sistema.

E invece la scorsa settimana qualcosa in Russia è stato riattivato.Mi riferisco al sinistro avvertimento – che ha ricevuto insufficiente attenzione dalla maggior parte dei media USA (solo l’Economist ne ha fatto l’apertura di un editoriale sulla Russia di Putin) – da parte di Vladimir Putin che la Russia aveva ripreso i regolari “voli strategici” dei propri bombardieri nucleari.

(Che portino o meno bombe nucleari potete immaginare il tono di ammiccamento di Putin quando dice: “I nostri piloti di bombardieri sono stati a terra per troppo tempo. Adesso sono felici di cominciare una nuova vita.”)

Questi sviluppi gemelli provocano una domanda preoccupante: quali sono le attuali procedure nucleari di USA e Russia relativamente a come e quando rispondere ad un attacco nucleare “percepito”?

Nella maggior parte dei casi, una volta che il presidente o il premier russo riceva l’avvertimento radar di una attacco ha meno di 15 minuti per decidere se l’avvertimento è reale o meno.

E su di lui c’è la pressione del “usarlo o perderlo”, cioè lanciamo i nostri missili prima che possano essere distrutti nei loro silos.

Una pressione che rende molto probabile una decisione sbagliata.

E’ questa pressione che rende una guerra nucleare per sbaglio una reale possibilità.



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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 11:14 am    Oggetto:  
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Una volta che si comincia a girare attorno a questa faccenda si scopre un preoccupante livello di incertezza che mi porta a e ritenere che dovremmo chiedere a USA e Russia di definire e chiarire il loro atteggiamento nucleare.

Bush e Putin dovrebbero essere obbligati a dire a noi tutti quali sistemi “a prova di errore” sono installati sui rispettivi bombardieri, sottomarini e missili nucleari; e quali sono i sistemi preventivi contro malfunzionamenti del sistema d’allarme e quali controlli ci sono sulla capacità dell’eventuale “bombarolo nucleare pazzo” di portarci all’infelice fine della storia.

Relativamente all’ex Unione Sovietica la possibile esistenza della “macchina” è sia rilevante che preoccupante.

In “Stranamore” l’ambasciatore sovietico dice al presidente e ai generali USA riuniti nella stanza di guerra che lo strumento era stato concepito per prevenire un attacco a sorpresa, quel tipo di attacco che, “decapitando” la struttura di comando sovietica, avrebbe quindi potuto impedire la ritorsione.

Il sistema era in grado di assicurare una massiccia distruzione mondiale per ritorsione persino se tutta la leadership sovietica fosse stata spazzata via o, addirittura, ci avesse ripensato.

Il risultato era che qualcuno chiamava questa macchina “il sistema dell’uomo morto della macchina del giudizio universale”. (Paragone con il dispositivo di arresto automatico dei treni in caso di morte del conduttore - n.d.H.).

E’ lo stesso Stranamore, lo scienzato nucleare pazzo americano interpretato da Peter Sellers che scopre il difetto in questo piano. Dopo aver appreso dall’ambasciatore sovietico dell’esistenza del sistema, e della possibilità che sia stato attivato da un bombardiere nucleare USA in missione non autorizzata per bombardare il suo obiettivo sovietico, Stranamore esclama:

“Diamine…, lo scopo totale della “macchina” in questo modo si perde…, se voi la tenete segreta! Perché diamine non l’avete detto al mondo?”

In altre parole, una “macchina del giudizio universale” tenuta segreta non ha alcuna capacità di deterrenza; serve solo ad una ritorsione che porta all’estinzione.

E’ possible che i sovietici abbiano costruito una variazione della “macchina” e non ce l’abbiano detto?

E potrebbe capitare che un attacco nucleare per errore o per terrorismo (da parte dei Ceceni, per esempio) sulla Russia di Putin, innescasse un antiquato “sistema dell’uomo morto” che lanciasse missili in grado di uccidere decine, forse centinaia di milioni di persone colpendo bersagli sconosciuti che potrebbero anche ben trovarsi negli USA?

Fino al 10 agosto di quest’anno avrei pensato che queste domande potevano tranquillamente essere confinate nel regno delle fantasie apocalittiche cinematografiche.
Proprio quel giorno però mi è capitato di leggere un saggio, pubblicato nel Supplemento Letterario del Times di Londra, che mi ha fatto sobbalzare.

Era una recensione (intitolata “Strumenti mortali”) di un libro recentemente pubblicato a Londra: “Gli Uomini del Giudizio Universale – I veri Dr. Stranamore e il Sogno della Superarma.” del Dr. P.D. Smith, storico dell’era nucleare al College dell’Università di Londra.



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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 11:55 am    Oggetto:  
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Il recensore del Times, Chrisopher Coker (della Facoltà di Economia della London School) affermava che il libro dimostra come “soltanto dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda gli analisti militari cominciarono a comprendere che i sovietici avevano effettivamente costruito una versione della “macchina”.

I dettagli di questo sistema sovietico top-secret furono rivelati per la prima volta nel 1993 da Bruce G. Blair, un americano ex- controllore di lancio di missili balistici intercontinentali (ICBM), attualmente uno dei maggiori esperti USA di armi sovietiche.

Nel timore che un attacco a tradimento con missili lanciati da un sottomarino USA potesse mettere fuori combattimento Mosca in 13 minuti i leaders sovietici autorizzarono la costruzione di una rete di comunicazioni automatizzate, rinforzata per resistere ad un attacco nucleare.

Al cuore del sistema c’era un sistema di computers simile a quello in “Stranamore”. Il nome in codice era Perimetr; entrò in servizio operativo nel gennaio 1985. E lo è tuttora.”

Aspettate un momento…, “Lo è tuttora?!” Come è possibile?

Nelle note finali dell’opera di Smith (che si rivela anche una illuminante spiegazione dei concetti d’arma del “giorno del giudizio” e delle relative implicazioni culturali) ho trovato un riferimento ad una più accurata descrizione del sistema Perimetr in un editoriale del 2003 sul Washington Post, a firma proprio di Bruce G. Blair, l’ex controllore ICBM che per primo aveva rivelato l’esistenza del programma.

(Quando B.G. Blair scrisse quell’editoriale aveva una borsa di studioa Brookings; attualmente è a capo del World Security Institute di Washington, un pensatoio liberale).

L’editoriale in questione offre di Perimetr un quadro più dettagliato e raggelante che non il breve accenno nel libro e nella recensione citati.

I duri a morire pianificatori di guerra nucleare americani al momento hanno puntato i loro occhi su bersagli in Russia e Cina, inclusi silos missilistici e bunkers di comando per i dirigenti politici.

Per questi pianificatori la Guerra Fredda non è mai finita e i bersagli in Russia in cima alla loro lista si trovano dentro le montagne Yamantau e Kosvinsky nel centro e nel sud degli Urali.

In entrambe le località la costruzione di questi immani progetti ebbe inizio nel 1979, quando la potenza nucleare americana fu indirizzata specificamente all’insieme della dirigenza del PCUS.

Temendo un attacco che potesse decapitarla i sovietici mandarono decine di migliaia di lavoratori in queste località remote, dove i satelliti spia USA li avvistarono ancora a lavorare duramente alla fine degli anni ’90.

Blair fa risalire questa informazione su questi bunkers di commando a “schemi e informazioni che mi sono forniti alla fin degli anni ’90 da ufficiali superiori dello Strategic Air Command (SAC), “uomini col potere di assegnare i bersagli ai nostri missili e bombardieri.”

Da qui in avanti Blair dipinge un quadro in stile “Stranamore”.



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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 12:31 pm    Oggetto:  
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Il centro di comando di Yamantau si trova all’interno di una montagna di roccia di quarzo, circa 900 metri direttamente sotto la cima; è un rifugio bellico per l’alta dirigenza politica russa.

E’ piuttosto un rifugio che un posto comando, perché le linee di comunicazione sono relativamente fragili e, come è apparso, il quarzo interferisce con i segnali radio trasmessi dall’interno della montagna.

Una montagna di quarzo da guerra nucleare! Qualcosa di fantomatico, come una enorme satanica montagna di roccia caramellata. Ma la montagna di quarzo si squaglia in confronto col “sistema d’uomo morto” installato a Kosvinky.

“Kosvinsky,” ci dice Blair, “è considerato dai pianificatori di bersaglio USA come il gioiello della corona del sistema di commando nucleare russo, perché può comunicare, attraverso la montagna di granito con forze strategiche russe dislocate a grande distanza, servendosi di segnali radio a bassissima frequenza (VLF) che possono passare attraverso un ambiente di guerra nucleare.

Questo impianto è il collegamento critico al sistema di comunicazione col “sistema d’uomo morto” della Russia, specificamente progettato per assicurare una ritorsione semi-automatica ad una attacco che decapitasse la dirigenza russa.”

Naturalmente, nota accuratamente Blair, c’è un’immensa differenza fra un sistema “semi-automatico” e quel sistema totalmente automatico – al di là del controllo umano – ipotizzato in “Stranamore”. L’impianto ex-sovietico richiede realmente una mano umana per la fatale pressione finale sul bottone.

Ma Blair ritiene che il cervello umano dietro quella mano non sia stato programmato per trasformarsi improvvisamente in un pacifista.

E i dettagli dello strumento sono lungi dall’essere rassicuranti.

“Questa macchina del giudizio universale, che divenne operativa nel 1984, all’apice delle tensioni nucleari dell’era di Reagan, è un incredibile prodotto di ingegneria creativa.”

Secondo Blair, se Perimetr registrasse un’esplosione nucleare nel territorio russo e non ricevesse alcuna comunicazione da Mosca, ne dedurrebbe che la guida umana a Mosca o altrove fosse stata annientata e, conseguentemente, concederebbe ad un singolo uomo all’interno delle montagne Kosvinsky l’autorità e la capacità di lanciare l’intero arsenale nucleare ex-sovietico.

“Kovinsky è tornato in servizio recentemente,“ scrisse Blair nel 2003, “cosa che potrebbe spiegare l’interesse USA per una nuova bomba nucleare per distruggere i bunkers (bunker-buster).

Blair ha anche suggerito che il continuo interesse dell’amministrazione Bush nel finanziare lo sviluppo di una bomba nucleare bunker-buster era, almeno sotto certi aspetti, volto a procurarsi la capacità di distruggere il “sistema d’uomo morto” nascosto in un bunker nei monti Kosvinsky; tale argomento proverebbe inoltre come si ritenga che tale sistema sia ancora operativo.

Forse potrete aver sentito qualcosa circa la sua de-attivazione ma, per quanto mi risulta, non c’è prova che ciò sia avvenuto.

Blair, che in passato ha scritto a proposito della struttura estremamente vacillante del processo decisionale presidenziale in materia nucleare, ritiene che l’attuale piano d’emergenza USA sia esso stesso una “strategia del giudizio universale”.



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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 3:05 pm    Oggetto:  
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La linea guida nucleare del presidente Bush indubbiamente dà al Pentagono istruzioni per la distruzione di Yamantau e Kosvinsky, assieme ad altri 2.000 bersagli in Russia e alcune centinaia anche in Cina.

Ma tale assegnazione di bersagli richiede armi di elevato rendimento, tipicamente da 10 a 100 più distruttive delle due bombe sganciate sul Giappone nel 1945.

Stiamo parlando di un piano apocalittico in cui Yamantau e Kosvinsky vengano colpite in uno scambio nucleare totale che ucciderebbe centinaia di milioni di persone.

C’è qualche ambiguità nell’uso, da parte di Blair, dell’espressione “indubbiamente”.
Implica che “la linea guida nucleare” di Bush include soltanto una reazione globale su 2.000 bersagli, o “semplicemente” la possibilità di spingersi a tanto?

Ma, secondo voi, questo non dovrebbe esserci detto in maniera genuinamente “indubbia”?

La recente preoccupazione primaria di Blair non riguarda la prospettiva di un deliberata, ideologico conflitto nucleare tipo periodo della Guerra Fredda quanto piuttosto una guerra “accidentale” provocata dalla persistenza di arsenali ex- Guerra Fredda troppo facilmente utilizzabili.

In quattro interessantissimi articoli su questo tema, tutti disponibili
e
. (*)

Blair descrive ottimamente l’impostazione mentale del “lancio su allarme” che è implicita nella nostra struttura di comando nucleare, e ipotizza la possibilità di un’apocalisse nucleare che nasca come tentativo di prevenire un eguale piano apocalittico, entrambi quindi innescati da un incidente, un errore o un malfunzionamento, possibili da entrambe le parti.

Blair non è una Cassandra dagli occhi spiritati che solleva sospetti inconsistenti.
I suoi colleghi in quel campo lo considerano uno studioso serio ed attento che solleva interrogativi reali. Stephen Meyer, un esperto di organizzazione militare russa al M.I.T., ha detto al Times che Blair “pretende da sé stesso uno standard di evidenza altrettanto alto quanto la maggior parte degli addetti specialisti dei servizi segreti.”

I preoccupanti scritti di Blair, assieme alla sua opera “La Logica di una Guerra Nucleare Accidentale”, servono da pro-memoria al fatto che l’illogicità, irrazionalità, vulnerabilità ad un errore catastrofico del nostro sistema di comando nucleare e di meccanismi di controllo, concepiti in epoca di Guerra Fredda, non sono mai state risolte o aggiustate ma semplicemente dimenticate quando la Guerra Fredda è finita.

La sua analisi suggerisce che durante quel periodo è probabile che abbiamo evitato una guerra nucleare accidentale più per mera fortuna che per abilità politica.

E’ stato Blair a far notare, in una testimonianza davanti al Congresso, un altro problema sempre presente nel nostro atteggiamento di lancio, il ben strombazzato “de-targeting”, un processo in base al quale gli USA e l’ex URSS intenzionalmente ridussero il rischio di una guerra nucleare accidentale con l’assicurarsi che, dopo la fine dell’URSS, i loro missili non fossero puntati reciprocamente contro.

Blair disse al Congresso che, specialmente da parte russa, il “de-targeting” era stato solamente un’operazione di facciata, effettiva solo di nome ma di fatto facilmente reversibile.



(*) Le traduzioni verranno poste in seguito, sempre in questo topic.

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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 3:38 pm    Oggetto:  
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Cosa ha ispirato Blair?

Sono stato particolarmente attratto da un altro suo articolo, il più personale
che si potrebbe intitolare “Memorie di un Responsabile Missili Minuteman”, che descrive il suo periodo di servizio in un silo missilistico della Base Aerea di Malmstrom Mountain, decine di metri sotto le Grandi Pianure.

Il motivo è che io là dentro ci sono stato! Sottoterra in uno di quei silos, sotto il paesaggio brullo delle Grandi Pianure (a Grand Forks, North Dakota), intervistando, per Harper’s, comandanti missilistici come Blair, solo pochi anni dopo che Blair aveva ripreso a vivere in superficie ed era andato in pensione.

Durante l’intervista ai Comandanti nelle loro capsule di lancio sotterranee ho potuto intravedere quello che loro potrebbero essere chiamati a fare. Hanno la possibilità di lanciare, dai loro rifugi sotterranei, fino a 50 missili, ciascuno in grado di uccidere da 200.000 a 300.000 persone.

Fate voi i conti.

Certamente essi avevano quella possibilità, e traspariva sotto le battute macabre a proposito del tornare in superficie dopo un conflitto nucleare e “trovare vivo solo qualche enorme coniglio mutante.”

Grazie a Dio non erano automi.
Come Blair fa notare, il loro sistema di addestramento è stato progettato per trasformarli in premi-bottoni automatici, ma quelli con cui ho parlato mantenevano un acuto senso di scettico individualismo circa la gravità della loro “missione”: uccidere così tanta gente; e circa l’abbozzata meccanica del tutto.

Uno dei militari addirittura mi fece notare una pecca del sistema di “commando e controllo” e di “azione di consenso” che si supponeva dover impedire ad un comandante impazzito di lanciare i suoi “uccelli” e dare così inizio, da solo, ad un’apocalisse nucleare.

Il difetto: la possibilità di invalidare il sistema con una improvvisazione “spago e cucchiaio”.

E’ stata data molta enfasi, nei film, nei romanzi e anche anella realtà, alla nostra presunta barriera “a prova di errore” contro il lancio da parte di un pazzo.

Ci hanno detto che per lanciare un missile bisognava far inserire contemporaneamente due diverse chiavi di lancio da due diversi ufficiali, e che le serrature di queste chiavi erano piazzate abbastanza distanti l’una dall’altra in modo che l’eventuale pazzo non potesse, diciamo, sparare all’altro e usare entrambe le braccia per azionare insieme le due chiavi.

Ma gli addetti missilistici con cui ho parlato mi dissero che avevano scoperto un modo per superare tale ostacolo semplicemente con uno spago ed un cucchiaio.
Non che progettassero di farlo, ma sapevano che qualcuno poteva ben farlo.

Semplicemente si spara all’altro addetto e “si prepara un attrezzo in cui si lega una spago all’estremità di un cucchiaio, mi dissero, “e si lega l’altra estremità alla chiave del tizio”. Poi ti siedi nella tua sedia e mentre giri la tua chiave con una mano con l’altra tiri lo spago che tira il cucchiaio che fa girare l’altra chiave.”

Ingenuità americana! Insuperabile quando si tratta di inventare nuovi modi per far finire il mondo.



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MessaggioInviato: Ven Set 07, 2007 3:59 pm    Oggetto:  
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Mi sono sempre domandato se dovrei dare seguito a ciò che accadde dopo che ebbi pubblicato questa informazione.

In un pezzo ristampato in “Le parti segrete della fortuna” ho supposto che tale pecca sia stata eliminata in qualche modo e per lungo tempo mi sono lusingato al pensiero di aver salvato il mondo. Sto scherzando!

In effetti rifiutai un invito a tenere una conferenza su tali argomenti alla Scuola di Guerra Aerea in Alabama (a causa delle mie tendenze pacifiste del tempo) e ho supposto che, se avevano letto il mio articolo, sicuramente avevano preso provvedimenti per salvare il mondo da un pazzo solitario armato di spago e cucchiaio, al quale in effetti io avevo fornito le istruzioni per un lancio non autorizzato di un missile che poteva distruggere il mondo.
(Hmmm…, forse arriverei a pensare di distruggere il mondo, piuttosto che salvarlo. Scusatemi…)

Quello che appare chiaramente dalle “Nuclear Recollections” di Blair è che l’esperienza di tenere le vite di milioni di persone nelle proprie mani, quando aveva quelle chiavi, ha lasciato su di lui una impronta profonda.

So che quando gli addetti missilistici che stavo intervistando mi hanno permesso di tenere le chiavi, e persino di girarle nelle serrature (disattivate!), la cosa mi ha fatto una profonda impressione.
Tenevo le chiavi del Regno a venire!

E mentre io posso essermi sottratto alla mia responsabilità per troppo tempo ero d’altra parte grato a B.G. Blair di essere ancora focalizzato su questo tema, suscitando le domande giuste.

I effetti egli ha devoluto la sua vita successiva al suo servizio a sollevare segnali d’avvertimento sui nostri difettosi sistemi di allarme e lancio nucleare, avvalendosi di quanto appreso da comandante a proposito delle disfunzioni ed errate impostazioni del sistema.

Il lavoro di Blair continua ed io penso che sia urgente, adesso che i “bombardieri nucleari” di Putin volano di nuovo, che il Congresso riesamini l’intera materia e dedichi una seria attenzione agli avvertimenti di Blair a proposito delle infinite variazioni di apocalisse finale che dobbiamo ancora affrontare.

Blair, fai attenzione: non puoi contare su di me per salvare il mondo un’altra volta.


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