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SBARCO IN SICILIA: LA MAFIA AL SERVIZIO DEGLI AMERiCANI
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Set 10, 2007 3:33 pm    Oggetto:  SBARCO IN SICILIA: LA MAFIA AL SERVIZIO DEGLI AMERiCANI
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Tratto da
del 5 settembre 2007

CALTANISSETTA- Si svolge oggi , a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, presso la Sala Conferenze della Banca di Credito Cooperativo "S. Giuseppe", il convegno "Luglio 1943: lo sbarco degli Alleati,con lancio anche di paracadutisti. l'entroterra siciliano e il Vallone".

Ancora oggi, a oltre 60 anni di distanza dai quei fatti, gli studiosi si interrogano se l'Operazione Husky, che portò le truppe anglo-americane a penetrare in Sicilia, fun un vera fabbrica di errori militari , alcuni dei quali molto gravi.

Che alcune cose non andassero per il verso giusto, gli ufficiali se ne resero conto sin dall'inizio, quando l'inesperienza di alcuni piloti, unita al forte vento che "tirava" in quelle ore, aveva spinto fuori rotta molti aerei (con equipaggi non sempre formati da esperti). Le quote di volo o troppo basse o troppo alte, unitamente alle velocità non adeguate alla precisa circostanza, erano costate la vita a molti giovanissimi avieri, schiantatisi sul suolo siciliano.

Durante gli scontri con la contraerea italiana, inoltre, spesso i piloti alleati facevano l'errore di deviare la rotta nei corridoi di volo, automassacrandosi a decine. In questo contesto gli aerei alleati rimasti in "gioco" si trovarono sparpagliati nell'isola in un raggio di oltre 250 chilometri quadrati.

La stragrande maggioranza di essi non poté fare altro che organizzarsi in piccoli gruppi e sparare su tutto quello che gli capitava sotto tiro.

Paracadutisti, venivano segnalati, in maniera disorganizzata, un po' ovunque nel centro Sicilia.

Le successive operazioni di terra, ebbero luogo tra il 10 e l'11 luglio; vennero sbarcati nelle coste siciliane circa 7 mila veicoli, 3 mila carri armati ed ingenti truppe (oltre 80 mila uomini) guidate dal generale americano Patton e da quello britannico Montgomery.
Dopo una blanda resistenza delle truppe italiane, neutralizzate le difese costiere, gli anglo-americani, penetrarono nell'entroterra.

Le manovre di terra si svolsero, tra lo stupore degli stessi militari, quasi in ordine, con scarsissime perdite di vite umane.
Rimanevano gli ingenti danni e le migliaia di morti, a causa dei bombardamenti delle settimane precedenti; 751 nella sola provincia di Caltanissetta (350 solo nel capoluogo).

L'arrivo degli alleati venne accompagnato da manifestazioni di gioia in tutti i paesi della Sicilia, via via raggiunti dai militari, che trovarono ovunque un grande disordine amministrativo.

Quella situazione, almeno in quella prima concitata fase, non poteva essere certo colmata con la sola guida degli ufficiali dell'amministrazione alleata (AMGOT).

Si seguì pertanto un criterio molto frettoloso e dopo sommarie informazioni, i ruoli di guida amministrativa vennero affidati a discussi notabili locali, alcuni dei quali accusati dallo stesso ex regime fascista di essere vicini alla mafia, ed i cui esempi più eclatanti, in provincia di Caltanissetta, furono rappresentati da don Calogero Vizzini, che divenne sindaco di Villalba ed uomini vicini a Giuseppe Genco Russo che andarono ad amministrare Mussomeli.

Voce corrente infatti, sin da allora, fu quella che la stessa Operazione Husky, come appunto fu chiamato "in codice" lo sbarco, fosse stata preparata con il bene stare della stessa mafia italo-americana
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Adv



MessaggioInviato: Lun Set 10, 2007 3:33 pm    Oggetto: Adv






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francesco527

Ospite















MessaggioInviato: Lun Set 10, 2007 7:22 pm    Oggetto:  
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Vorrei solo dire alcune cose: gli americani sbarcati in Sicilia in moltissime parti si comportarono come conquistatori, altro che cioccolatini e sigarette, cosa che invece non fecero i tedeschi fin quando rimasero qua.

Le vittime dei bombardamenti su Caltanissetta, zona peraltro di alcuna importanza strategico/militare, furono circa 900 e non 300 e il bombardamento fu fatto a scopo terroristico così come fu perpetrato in altre zone di poca importanza dell'entroterra siciliano.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Set 12, 2007 10:11 pm    Oggetto:  
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Mi sapresti citare qualche caso ecclatante di intesa tra occupanti americani e mafia ?
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Ott 15, 2007 10:00 pm    Oggetto:  
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in realtà, da quello che ho letto, l'apporto della mafia fu quasi inesistente.
Le forze anglo britanniche avevano una tale preponderanza di uomini e soprattutto mezzi, per cui sin dall'inizio non ci fu storia.
C'erano molti siciliani tra le truppe a difesa dell'Isola perchè Mussolini era convionto che avrebbero combattutto a difesa delle loro terre. Senonchè i siciliani avevano ben poco da difendere (che non fosse dei nobili e/o dello Stato) e poi avevano capito che il prolungamento delle ostilità avrebbe solo comportato solo maggiori distruzioni e sofferenze anche per la popolazione civile.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Ott 15, 2007 10:05 pm    Oggetto:  
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p.s. mia madre ricorda ancora con tanta commozione l'arrivo (prudentissimo e nel silenzio assoluto) dei tanks nel suo paesino delle madonie.
I tedeschi si erano comportati in modo corretto. Ma gli americani portarono, dopo tante privazioni e sofferenze, un bel po' di benessere.
E, da quello che mi dicono, si comportarono bene.
Tranne poche eccezioni, rimisero al loro posto la macchina amministrativa nelle stesse persone che l'avevano rappresentata.
Avessero ripetuto l'operazione in Irak non piangerebbero migliaia di morti.
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francesco527

Ospite















MessaggioInviato: Gio Nov 08, 2007 7:21 pm    Oggetto:  
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SeeP ha scritto:
Mi sapresti citare qualche caso ecclatante di intesa tra occupanti americani e mafia ?


Te ne cito uno su tutti, Calogero Vizzini capo incontrastato della mafia siciliana fino agli inizi del 1950 fu fatto sindaco di villalba dagli americani e dagli stessi nominato colonnello dell'US-Army a titolo onorifico.

Penso che questo la dica lunga sui rapporti fra mafia siciliana e i graziosi americani delle mie sporche mutande.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 4:51 pm    Oggetto:  
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quello che volevo dire è che la forza militare esercitata dagli anglo-americani era talmente preponderante che poteva certamente fare anche a meno degli aiuti dei mafiosi che, in alcuni casi, certamente ci furono anche se, ripeto, in funzione di "intelligence" più che altro per trovare informazioni sul territorio e nascondere qualche incursore possibilmente di origini siciliane.
D'altronde quelle stesse forze anglo britanniche penetrano le forze tedesche nell'europa dell'ovest senza bisogno di "cosa nostra".
Gli americani, rispetto a tutte le truppe di occupazione di ogni tempo e di ogni latitudine, si comportarono, tutto sommato bene.
Peggio di loro si comportarono gli Inglesi. per non parlare delle truppe coloniali francesi.
Ed è pur vero che in alcuni casi (in provincia di Ragusa, vicino l'attuale aeroporto di Comiso) commisero veri e propri atti di barbarie massacrando soldati che si erano arresi e civili.
Ma, questi, tutto sommato, sono stati fenomeni isolati.
Andavano certamente puniti ma, a fine guerra, scesa la "cortina di ferro" si preferì stendere una cortina di fumo su questi tristissimi e feroci episodi.
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francesco527

Ospite















MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 6:18 pm    Oggetto:  
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Io sono sempre stato convinto, non so il perchè, che la lotta alla mafia in Itlaia sia stata bloccata dagli americani, guarda caso, dopo la caduta del muro di berlino e la scomparsa dell'URSS, si sono iniziati ad avere i primi risultati concreti e la cattura dei vero pezzi da 90, e i pezzi da 90, credetemi, non erano certo quelli cghe fece arrestare Buscetta con le sue dichiarazioni, infatti la guerra di mafia inziata con l'uccisione dei giudici Costa, Terranova, Chinnici e Gen. Dalla Chiesa continuò anche dopo le dichiarazioni di Buscetta e dei conseguenti arresti.
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