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L'INFAME ECONOMIA DI GUERRA DELL'AMERICA.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 12:08 pm    Oggetto:  L'INFAME ECONOMIA DI GUERRA DELL'AMERICA.
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Ottimo articolo di
, giornalista ed autore economico-finanziario americano.



Premessa del traduttore: nel titolo originale l’Autore usa l’aggettivo “outrageous” che significa sia oltraggioso che esorbitante. Ho però ritenuto giusto tradurre in maniera libera con “infame”.

Citazione:


“L’infame economia di guerra dell’America!”

Il Pentagono non è capace di rintracciare 2.300 miliardi di dollari, e spreca trilioni in “difesa nazionale”.

Sì, l’economia americana è un’economia di guerra; non un’economia di “produzione”, non un’economia “agricola”, non un’economia “di servizi”, e neppure un’economia di “consumatori”.

Parlando seriamente, ti ho guardato negli occhi, America, ed ho scrutato a fondo nella tua anima.
Quindi, siamo onesti, e chiamiamola ufficialmente “l’infame economia di guerra dell’America”.

Ammettiamolo: in segreto amiamo la nostra economia di guerra, e questa è la risposta alla domanda provocatoria di Jim Grant, il mese scorso, sul Wall Street Journal: “L’infamia: perché no?”

In verità c’è una sola risposta: nel nostro intimo più profondo noi amiamo la guerra; vogliamo la guerra; ne abbiamo bisogno; gradiamo la guerra; prosperiamo nella guerra.

La guerra è nei nostri geni, iscritta nel nostro DNA; la guerra eccita la nostra mente economica; la guerra guida il nostro spirito imprenditoriale. La guerra entusiasma l’anima americana.

Ammettiamolo, che diamine! Abbiamo una storia d’amore con la guerra; amiamo “l’infame economia di guerra dell’America”.

Gli americani hanno passivamente perso coscienza di ciò che accade intorno a loro mentre continuano a giocare con i videogiochi di guerra.
Sonnecchiamo durante i 90 secondi di notizie sulle perdite in Afghanistan e sui “danni collaterali” in Georgia.

Sghignazziamo alle risibili notizie, stile commedia “noir”, di Jon Stewart ed alla nuova parodia guerriera di Ben Stiller “Tropico del Tuono”…, stando in silenzio per tutto questo tempo abbiamo di fatto acclamato i nostri capi mentre espandevano aggressivamente “l’infame economia di guerra dell’America”, una macchina instancabile che ha bisogna di una costante dieta di guerra dopo guerra, nutrendosi di essa, distruggendo i nostri valori, sempre sull’orlo dell’auto-distruzione.

Perché gli americani sono così desiderosi di consegnare il 54% delle tasse che pagano a questa macchina di guerra, che spreca il 47% del totale dei bilanci militari del mondo?

Perché ci sono più mercenari civili che lavorano per appaltatori militari privati (senza gara pubblica) che il totale dei militari inviati in Iraq (180.000 contro 160.000), con un costo aggiuntivo per i contribuenti di oltre 200 miliardi di dollari, in aumento giorno dopo giorno?

Perché facciamo un cenno d’assenso collettivo quando il nostro “comandante in capo” ci dice orgogliosamente che lui è “un presidente di guerra” e quando il candidato presidenziale del suo partito canta “bombe, bombe, bombe sull’Iran”, come se “Guerra” fosse una celebre canzone della Hit Parade?

Perché questi nostri Democratici privi di spina dorsale permettono ad un esecutivo incompetente e pasticcione di occultare, a nostra insaputa, centinaia di miliardi di dollari di costi di guerra in “stanziamenti supplementari” che sono ancor più criminalmente disonesti che i bilanci in nero della Enron?

Perché i 537 politici eletti che abbiamo mandato a Washington hanno abdicato il governo dell’economia americana ad oltre 42.000 avidi lobbisti interessati solo ai propri gruppi di pressione?

E perché all’inizio di quest’anno il nostro “presidente di guerra”, “sostegno dei nostri ragazzi”, si è opposto ad un nuovo Fondo per i Veterani perché, come ha detto, i suoi soldati potrebbero scegliere di congedarsi ed andare all’università, piuttosto che ri-arruolarsi nella sua guerra?

Perché così noi continuiamo a pagare ai guerrieri del Pentagono incentivi ben superiori a 100.000 dollari per ri-arruolarli in modo che possano continuare ad espandere “l’infame economia di guerra dell’America”?

Perché? Perché segretamente amiamo la guerra!

Abbiamo perso la nostra bussola morale: il contrasto fra i nostri leaders attuali ed i 56 firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776 sconvolge le nostre coscienze.

Oggi l’avidità della guerra se ne frega ampiamente della morale; durante la Guerra Rivoluzionaria i nostri leaders rischiarono le loro vite e le loro fortune, e molti persero entrambe.

Oggi è esattamente l’opposto: troppo spesso l’obiettivo principale dei nostri leaders non è quello pubblico del servizio del paese ma quello dell’occasione di costruirsi una fortuna personale nella nuova “infame economia di guerra dell’America”, spesso semplicemente diventando un lobbista strapagato.

In ultima analisi, il prezzo della nostra avidità può essere il compimento dell’avvertimento di Kevin Phillips in “Ricchezza e Democrazia”:
“Molte grandi nazioni, all’apice della propria potenza economica, diventano arroganti, e scatenano grandi guerre mondiali ad altissimo costo, sprecando e distruggendo grandi risorse, indebitandosi enormemente e, in definitiva, bruciandosi fino all’esaurimento.”

“Difesa nazionale”: uno slogan propagandistico per vendere un’economia di guerra?

Ma, aspetta un attimo, mi chiedete: quei 1.400 miliardi di dollari di bilancio militare non sono forse essenziali per la nostra “difesa nazionale” e per la nostra “sicurezza interna”? Non dobbiamo forse proteggerci?

Spiacente, gente: purtroppo i nostri leaders hanno degradato quegli onorevoli principi a slogans pubblicitari.
Sono poco più che scuse patriottarde usate dai falchi neoconservatori per mascherare la crescita di fortune private grazie alla “infame economia di guerra dell’America”.

L’America può essere una bomba ad orologeria, ma più che da terroristi esterni noi siamo minacciati da moltissimi nemici interni, fanatici ideologici sia a destra che a sinistra.

E, ancor peggio, siamo sotto attacco da parte dei nostri leaders, motivati da mera avidità ancor più che da ideologia.

Ci terrorizzano, ci fanno il lavaggio del cervello per far sì che la nostra passività gli consenta di depredarci del nostro guadagno per finanziare la “infame economia di guerra dell’America”, l’ultimo e definitivo “buco nero” della corruzione e dell’economia di ri-distribuzione “dal povero al ricco”.

Credete che io stia scherzando? Forse sono troppo duro? Spiacente, ma ci sono altri ben più brutali. Prestate attenzione alle ideologie ed alle realtà che stanno divorando l’America.



Arrow


Ultima modifica di Anonymous il Mer Ago 20, 2008 4:53 pm, modificato 2 volte in totale
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Adv



MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 12:08 pm    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 12:13 pm    Oggetto:  
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Citazione:


1. La nostra “guerra interna” sta minacciando l’anima dell’America.

Quanto è potente la macchina da guerra del Pentagono? Trilioni di dollari.

Ma, ancor peggio: questo atteggiamento mentale ora è iscritto nel nostro DNA, nella nostra coscienza collettiva, nell’anima dell’America.

Il nostro amore per la guerra è gelosamente custodito negli scritti dei falchi neoconservatori della guerra, come Norman Podoretz, che ci avverte che la guerra all’Iraq era il varo della “Quarta Guerra Mondiale, la Lunga Lotta contro l’Islamo-fascismo”, un messaggio per dirci che potremmo restare in Iraq per un centinaio d’anni.

La sua “Quarta Guerra Mondiale” mi fa pensare anche alle prossime, apocalittiche, “guerre di civilizzazione” da fine del mondo, predette due anni fa dai leaders religiosi sia del mondo cristiano che di quello islamico.

Per contro questa ideologia è stata contestata in opere come quella di Craig Unger “L’Armageddon Americano: come le delusioni dei Neocons e della Destra Cristiana hanno innescato il declino dell’America e ancora mettono in pericolo il nostro futuro.”

Purtroppo, la minaccia non può essere accantonata in quanto “prodotto della nostra mente”, e neppure semplicemente come “retorica ideologica”.

Di fatto trilioni di dollari di tasse vengono spesi per far sì che la macchina da guerra del Pentagono continui a pianificare aggressivamente e a proiettare guerre nei decenni a venire, in questo spendendo anche miliardi di dollari in propaganda volta a fare il lavaggio del cervello agli ingenui americani perché avallino la “infame economia di guerra dell’America”.

Certo, essi amano davvero la guerra, ma è un “amore” tossico per l’anima dell’America.

2. L’economia di guerra dell’America finanziata da assegni in bianco pagati all’avidità.

Leggete “La guerra da 3.000 Miliardi di Dollari” dell’economista premio Nobel Joseph Stiglitz e della professoressa di Harvard Linda Bilmes.

Mostrano in che modo i disonesti leaders del nostro governo stanno segretamente nascondendo i veri costi a lungo termine della guerra in Iraq, che inizialmente fu venduta al contribuente americano per 50 miliardi di dollari, che avrebbero dovuto essere interamente finanziati dai ricavi sul petrolio.

Ma aggiungeteci i costi pensionistici e sanitari dei veterani, i costi di trasporto di truppe e mezzi, l’aumento delle spese per la sicurezza nazionale e gli interessi sul nuovo debito federale, e all’improvviso i contribuenti si ritrovano un conto di 3.000 miliardi di dollari per spese di guerra!

3. L’economia di guerra dell’America non ha idea di dove vada a finire il proprio denaro.

Leggete il rapporto speciale della rivista Portfolio dal titolo “Il Pentagono ed il problema da 1 Trilione di dollari”.

Il bilancio del Pentagono per il 2007, di 440 miliardi di dollari, comprendeva 16 miliardi per far funzionare ed aggiornare il proprio sistema finanziario.

Purtroppo “il Dipartimento della Difesa ha speso miliardi per riparare i propri antiquati sistemi finanziari (ma) ancora non ha idea di come venga speso il denaro.”

E va ancor peggio: già “nel 2000 l’Ispettore Generale della Difesa dichiarò al Congresso che i suoi revisori avevano dovuto sospendere i controlli dopo che avevano trovato 2.300 miliardi di dollari di spese prive di giustificativi.”

Caspita! La nostra macchina da guerra non ha registrazioni contabili per 2.300 miliardi di dollari! E come possiamo allora fidarci di qualsiasi cosa ci dicono?

4. L’economia di guerra dell’America è totalmente “ingestibile”.

Per decenni Washington ha sventolato la bandiera della “difesa nazionale” per obbligare il pubblico a sostenere la “infame economia di guerra dell’America”.

Leggete “Trilioni di dollari per la Tecnologia Militare: come il Pentagono rinnova e perché ci costa tanto”, di John Alic, già addetto all’Ufficio del Congresso per la Verifica Tecnologica.

Nella sua opera Alic ci spiega perché i sistemi d’arma costino al Pentagono così tanto.
“Perché ci vogliono decenni per metterli in produzione, anche quando l’economia civile diventa sempre più rapida, e perché alcune di quelle armi non funzionano, nonostante spese di molti miliardi di dollari” e come “le politiche interne delle forze armate rendono le acquisizioni di armi quasi ingestibili.”

Sì, il Pentagono spreca trilioni di dollari programmando le proprie guerre con largo anticipo.

Commenti?

Diteci: quanto ci vorrà perché l’America si svegli, perché i cittadini e gli investitori, tutte le persone, finalmente si incazzino per la “infame economia di guerra dell’America”?

Perché non ci ribelliamo? Capiremo troppo tardi l’infamia…, dopo che questa enorme bolla di guerra ci sarà esplosa in faccia?

Paul B. Farrell, J.D., Ph.D., su MarketWatch.com
articolista per DowJones-MarketWatch.com
autore di Millionaire Code; Winning Portfolio; Lazy Person's Guide to Investing; The Zen Millionaire; Millionaire Meditation, etc.



Traduzione di Arrigo de Angeli per Spirito Libero e per Effedieffe.com


Ultima modifica di Anonymous il Mer Ago 20, 2008 4:55 pm, modificato 1 volta in totale
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 3:08 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ma secondo voi, il popolo americano, in che misura è stato anestetizzato per accettare tutto ciò.
Sicuramente, le generazioni che verranno, avranno debiti inverosimili da dover pagare a causa di questa forsennata "Economia di Guerra", ma è anche vero che, l'America di oggi, sembra accettare con convivzione la propria politca estera, a meno che - e forse nemmeno tanto distante nel futuro - non si verificherà un evento scatenante, magari simile ai sub-prime, che dia loro una svegliata.
Sono curioso, ad esempio, nel vedere chi sarà il loro prossimo presidente e come porterà avanti le scelte di Bush.

Ciao.
.45
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 6:32 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

Ti rispondo con un altro articolo appena tradotto, questa volta di fonte inglese.

19/8/2008

Citazione:


Il sistema di difesa missilistica USA è la torta magica che non si esaurirà mai.

La Polonia è soltanto l’ultimo capro espiatorio di una politica americana dettata dai gruppi di pressione militar-industriali di Washington.

E’ un nuovo modo di suicidarsi. Proprio adesso che la Russia ha dimostrato cosa capita agli ex tirapiedi che la infastidiscono, la Polonia accetta di ospitare una base di difesa missilistica USA.

I Russi, come la Polonia si aspettava, rispondono a questa proposta offrendosi di trasformare il paese in un’area di parcheggio.

In effetti questo prova che, dopo tutto, il sistema di difesa missilistica è necessario:
servirà a fermare i missili che la Russia punterà adesso contro la Polonia, la Repubblica Ceca ed il Regno Unito in risposta al loro, ehm, coinvolgimento nel sistema di difesa missilistica.

Il governo americano insiste che gli intercettori, che saranno posizionati sulla costa baltica, non hanno niente a che fare con la Russia: il loro compito è quello di difendere l’Europa e gli USA contro i missili intercontinentali che l’Iran e la Corea del Nord non possiedono.

E’ questo il motivo per cui vengono piazzati in Polonia che, come qualunque studente di geografia texano ben sa, confina con entrambi questi “stati canaglia”.

Essi ci permettono di guardare ad un brillante futuro in cui la difesa missilistica, stando a quanto afferma il Pentagono, “proteggerà la nostra patria… ed i nostri amici ed alleati da attacchi con missili balistici”; almeno fin quando i Russi decideranno di aspettare prima lanciare contro di noi i loro missili nucleari.

La buona notizia è che, all’attuale ritmo di progresso, un sistema di difesa missilistica affidabile è lontano soltanto 50 anni.
La cattiva notizia è che è stato lontano 50 anni anche negli ultimi 60 anni.

Il sistema è stato sotto sviluppo sin dal 1946 e, fino ad oggi, ha ottenuto una grande quantità di niente.

Ovviamente non potete saperlo se leggete i comunicati stampa pubblicati dall’agenzia missilistica del Pentagono: la parola “successo” vi compare molto più spesso di qualunque altro sostantivo.

E’ pur vero che il programma è riuscito a colpire ben due missili dei cinque lanciati negli ultimi cinque anni durante le prove dei componenti principali, il cosiddetto “sistema terrestre di difesa missilistica nella traiettoria mediana” (la traiettoria che si ottiene dopo la fine della fase di spinta di partenza, che può essere prevista, n.d.t.) o sistema GMD.

Però, purtroppo, queste prove non hanno alcuna relazione con qualcosa che assomigli ad un vero attacco nucleare.

Tutte le prove condotte sinora, che abbiano o no avuto successo, erano state programmate. Il bersaglio, il tipo, la traiettoria e l’obiettivo, erano conosciuti prima che il test cominciasse.

E’ stato usato soltanto un missile “nemico” dato che il sistema non ha alcuna speranza al mondo di abbatterne due o più. Se si usano missili “da richiamo” questi non hanno alcuna somiglianza con il vero bersaglio e vengono etichettati in anticipo come “richiami”.

Nel tentativo di migliorare l’apparenza del successo questi tests sono diventati ancor meno realistici, al punto che l’agenzia missilistica ha completamente sospeso l’utilizzo dei “richiami” durante le prove del sistema GMD.

Questo ci porta ad una delle insuperabili debolezze della difesa missilistica: è difficile immaginare come gli intercettori possano battere in astuzia i tentativi nemici di confonderli.

Come spiega Philip Coyle, già ufficiale superiore del Pentagono con responsabilità nel settore della difesa missilistica, ci sono infiniti mezzi con cui un altro stato possa ingannare il sistema.

Per ogni missile vero lanciato potrebbe lanciare anche un’intera schiera di falsi bersagli con la stessa firma radar ed infrarosso. Persino palloni o fogli di metallo potrebbero mettere fuori combattimento l’attuale sistema.

Si può ridurre la sensibilità di un missile alla penetrazione laser di un buon 90% semplicemente verniciandolo di bianco. Questa sofisticata tecnologia di inganno, disponibile presso il locale negozio di ferramenta, rende obsoleto un altro componente multimiliardario del sistema.

Oppure possiamo semplicemente dimenticarci dei missili balistici ed essere attaccati con missili da crociera contro cui il sistema è inutile.

La difesa missilistica è così costosa, e le contromisure praticabili così economiche che, se il governo USA volesse seriamente far funzionare questo sistema, manderebbe in bancarotta il paese, esattamente come la corsa agli armamenti ha fatto crollare l’Unione Sovietica.

Con la spesa di un paio di miliardi di dollari in tecnologie“esca” la Russia obbligherebbe gli USA a spendere trilioni di dollari in contromisure. I rapporti di costo sono tali che persino l’Iran potrebbe spendere più degli USA.

Gli USA hanno speso per questo programma fra 120 e 150 miliardi di dollari da quando Reagan lo rilanciò nel 1983. Sotto Bush jr. i costi sono aumentati. Il Pentagono ha richiesto 62 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, che porta il totale a 110 miliardi fra il 2003 ed il 2013. Eppure non c’è ancora alcuna chiara indicazione di successo.

Come mostra un recente articolo nell’almanacco dell’Analisi della Difesa e della Sicurezza, il Pentagono ha inventato un nuovo sistema di assegnazione fondi volto a far sì che il programma di difesa missilistica sfugga ai normali criteri governativi di revisione contabile.

E’ chiamato “sviluppo a spirale”, espressione quanto mai appropriata, in quanto assicura che i costi crescano a spirale fuori di controllo.

Lo “sviluppo a spirale” significa, come spiegato in una direttiva del Pentagono, che “le esigenze finali non sono note all’inizio del programma”.

In tal modo il sistema ha la possibilità di svilupparsi in qualunque modo i responsabili ritengano adatto. Il risultato finale è che nessuno ha la benché minima idea di che cosa il programma debba ottenere, o se pure ha ottenuto qualche risultato.

Non ci sono scadenze fissate, costi definiti per ogni componente del programma, penali per slittamenti o malfunzionamenti, standard di confronto a fronte dei quali il sistema possa essere valutato.

E questo mostruoso schema è ancor oggi incapace di ottenere ciò che poche centinaia di dollari di diplomazia potrebbero concludere in un solo pomeriggio.

E allora perché impegnare senza fine miliardi di dollari in un programma destinato a fallire? Vi darò un indizio: la risposta è nella domanda. Si continua perché non funziona.

Il sistema politico USA, grazie al fallimento sia dei Repubblicani che dei Democratici di gestire il problema di finanziare le campagne elettorali, è marcio dalla testa ai piedi.

Sotto l’amministrazione Bush, però, la corruzione ha raggiunto livelli nigeriani.

Il governo federale è solo un immenso programma di benessere aziendale, che ricompensa con contratti da miliardi le industrie che danno milioni di dollari in donazioni politiche.

La difesa missilistica è il più grosso barile di carne di porco di tutti, la magica torta che non si esaurirà mai, per quanta se ne possa sbafare.

I fondi incanalati nelle industrie della difesa, dello spazio e di altre produzioni e servizi, non si esauriranno mai perché il sistema non funzionerà mai. (E chi ammazzerebbe la gallina dalle uova d’oro? N.d.t.)

Per far sì che ci sia sempre la torta l’amministrazione deve esagerare le minacce da parte di altre nazioni che non hanno alcuna possibilità di aggredirci con armi nucleari, ed ignorare le probabili risposte di quelle che possono farlo.

La Russia non è esente da sue influenze corruttrici; posso immaginare il sinistro piacere dei generali russi e dei responsabili della difesa la scorsa settimana, quando si son visti servire, con questi nuovi sviluppi, la scusa per aumentare la loro potenza e chiedere maggiori assegnazioni di fondi.

La povera vecchia Polonia, come la Repubblica Ceca ed il Regno Unito, si avvia rapidamente a diventare l’esca dell’America.

Se cerchiamo di comprendere la politica estera americana in termini di impegno razionale nei problemi internazionali, o come efficace sistema di proiettare il potere, stiamo guardando nel posto sbagliato.

Gli interessi dei nostri governi sono sempre stati provinciali. Cercano di accontentare i lobbisti, di spostare l’opinione pubblica in punti cruciali del ciclo politico, ospitare folli fantasie cristiane e arruffianarsi le società televisive di proprietà di eccentrici miliardari.

Gli Stati Uniti non hanno una vera politica estera; hanno una serie di politiche interne che proiettano oltre le proprie frontiere.

Il fatto di minacciare il mondo con 57 tipi di distruzioni diverse non crea alcuna preoccupazione all’attuale amministrazione. L’unica domanda che interessa è chi sarà pagato e quali ritorni politici ne avrà.

George Monbiot su Guardian.co.uk



Tradotto da Arrigo de Angeli per Spirito Libero e per Effedieffe.com
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MessaggioInviato: Gio Ago 21, 2008 11:28 am    Oggetto:  
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Leggevo proprio questa mattina, un brano tratto dall'ultima parte del discorso pronunciato ad Harvard da Alexander Solzhenitsyn, del quale riporto la seguente sua affermazione:

"Il cammino che abbiamo percorso a partire dal Rinascimento ha arricchito la nostra esperienza, ma ci ha fatto anche perdere quel Tutto, quel Più alto che un tempo costituiva un limite alle nostre passioni e alla nostra irresponsabilità. Abbiamo riposto troppe speranze nelle trasformazioni politico-sociali e il risultato è che ci viene tolto ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra vita interiore. All'Est è il bazar del Partito a calpestarla, all'Ovest la fiera del commercio."

Ovviamente, qui si riferiva a ben altro e non parlava nè di politica estera americana e nemmeno di programmi missilistici, però, ha centrato in pieno il punto quando ha parlato di "fiera del commercio" riferendosi all'Ovest.

L'uomo ha ucciso Dio e per chi comunque non ci crede, ha sepolto qualsiasi forma di morale in nome del denaro e del benessere (quest'ultimo per chi ne gode).

I primi tra tutti sono stati i capi di governo, tra i quali, quelli USA hanno il primato di insegnare; in cambio di potere hanno foraggiato industrie distruttive che altro non hanno altro scopo che la distruzione completa.

Ne consegue che, un popolo senza nè Dio e nè morale, sapientemente nutrito di "materialismo" e svuotato di "vita interiore" sarà talmente intossicato da non accorgersi di nulla.

Probabilmente mi sono dato la risposta. Rolling Eyes

Ciao.
.45
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Anonymous

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MessaggioInviato: Gio Ago 21, 2008 5:21 pm    Oggetto:  
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secondo me nn è vero quel che dici .45. mi riferisco alla tua affermazione "senza dio nè morale". in effetti... la morale e dio ci sono sempre.. han solo cambiato nome e valori.
dio=soldi
morale=potere-darwin
non so se l'equazione l'ho spiegata bene.
voglio solo dire che un tempo ci si batteva per affermare determinati valori e principi morali.
oggi ci si batte sempre ma per questioni diverse. sempre di religione si tratta. è l'animo umano a chiederlo!

beh... che il popolo sia cosciente o meno le cose non cambieranno. come qui da noi. per quanta infamia creino i nostri governanti (e mi riferisco in questo non solo agli ultimi atti vissuti da me in prima persona ma anche a quelli che hanno portato qui l'italia) nessuno sogna di scendere in piazza a protestare.
ed è la cosa che mi angoscia di più. mi son sempre chiesto perchè nessuno s'indigna o nessuno se ne frega.

provo a spiegarlo:
perchè tutti siamo troppo indaffarati a riempirci le tasche per cui o veniamo tristemente comprati o ci dedichiamo solo ed esclusivamente a noi stessi per raggiungere una vetta sempre più alta nella scala sociale e nel benessere.
perchè angosciarci con simili pensieri? il pranzo ci manca? no di certo. possiamo andare almeno ogni tot giorni in vacanza al mare? si certo. possiamo camminare con un'automobile? si certo. posso sfoderare ogni tanto gli ultimi gingilli tecnologici che hanno 1000 funzioni anche se in realtà ne uso solo 1 (cioè telefonare) facendo morire di invidia chi mi sta intorno? si certo. posso andare fuori in discoteca-pizzeria-ristorante-locale qualsiasi ogni tanto? si certo.
allora vivo nel benessere perchè devo preoccuparmi se c'è qualcuno che si arricchisce più di me?

dopo tutto si tratta di garantirci quel po' di benessere che ci permetterà di vivere dignitosamente e magari meglio degli altri. per cui se tutti rubano perchè io no?
non solo:
"morte tua vita mia" così è da millenni ormai perchè diventare buddisti ora?

quindi... visto che il "sistema" prevede che qualsiasi conseguenza si scorga solo dopo decenni e che sempre il "sistema" fa in modo che una qualsiasi informazione non resti imbrigliata (sempre se per caso capita che resti imbrigliata...) nel nostro cervello per poco più di venti minuti come è possibile che qualcuno si accorga degli sfaceli?
saranno sempre quelli dopo a pagare. a pagare tutto. non ci resta che godercela nel frattempo!
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Gio Ago 21, 2008 6:29 pm    Oggetto:  
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Ben tornato "ragazzo"... Smile

Domani cercherò di darti una risposta sensata...
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Ago 22, 2008 7:21 am    Oggetto:  
Descrizione:
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Ciao Ladnag,

quel che dici è tristemente vero, ma non è stabilito da nessuna parte che per forza di cose si debba rimanere così.

Se non sarà l'uomo, in sè, a svegliarsi ed a cambiare, sono convinto che qualcosa lo farà cambiare suo malgrado... oppure tutto finirà e amen.

Ciao.
.45
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