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SPIRITO LIBERO E INDOMITO. IL FORUM DI CHI NON AMA CANTARE NEL CORO DEI PIU'.



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DEDICATA AL FEDERALE
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 4:42 pm    Oggetto:  DEDICATA AL FEDERALE
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Tu Menti
Tu menti tu menti tu menti menti
Conosco chi conosci tu so dove vai
Ti sei preso in giro ti sei rovinato
Ti hanno fottuto fregato fregato

Eri così carino eri così carino
Pigro di testa e ben vestito

Non fai niente di male niente di ciò che credi
Non sai quello che vuoi non riuscirai ad averlo
Niente è gratis niente è a posto
Le insegne luminose attirano gli allocchi

Eri così carino eri così carino
Pigro di testa e ben vestito

Affrettati fa presto il gioco volge al termine
Punta sul nero punta sul rosso
Punta di più il gioco è fatto
La posta sei tu

Eri così carino eri così carino
Pigro di testa e ben vestito

Questa volta sul serio dicono sempre così
"Io sono l'Anarchia"
"Ecco un altro Anticristo"
Ma eri solo carino
Proprio carino
Pigro di testa
E ben vestito
Senza blue jeans eri carino
Proprio un amore di ragazzino
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MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 4:42 pm    Oggetto: Adv






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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 4:48 pm    Oggetto:  
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tratta dall'album: "SOCIALISMO E BARBARIE" dei CCCP FEDELI ALLA LINEA del 1987

Forti di una formazione arricchita dalla presenza incontenibile di Fatur, che sul palco si esibisce in strip-tease inarrestabili e in eccessi di tutti i tipi e di Annarella, che invece i vestiti li indossa come a una sfilata, i CCCP incidono Socialismo e barbarie.

- L'idea del titolo nasceva dal fatto che visibilmente, davanti ai nostri occhi, stava finendo il comunismo, e questo significava che ci stavamo perdendo 200 anni di vita, decenni di sforzi e di lotte per inventare un mondo migliore ridotti in polvere. Il titolo si prendeva gioco del dilemma "socialismo o barbarie", per cui o si era socialisti o si ricadeva nella barbarie, mentre la nostra percezione era che il socialismo facesse parte della barbarie e che noi indubbiamente fossimo barbari.
Socialismo e barbarie vende 30.000 copie, e i CCCP diventano il gruppo "nuovo" della scena musicale italiana.

Ecco il comunicato stampa:

SOCIALISMO E BARBARIE
Il Socialismo lo costruiscono i comunisti. Positivo.
Le barbarie non sono i "buchi neri" dei civilizzati bensì i "valori umani primogeniti" da non scambiarsi con il piatto di lenticchie del "moderno a tutti i costi". Positivo.

Ognuno ha l'immaginario che si merita

Se, senza essere sportivi, vi capita anche controvoglia di emozionarvi quando riecheggiano negli stadi le note dell'inno sovietico (non male anche quello della D.D.R) rilassatevi, questo disco è per voi. Acquisitelo.
Qualche chance per tutti.
......al principio era il verbo......alla fine un basso melodico due chitarre punkettare e un po' di paccottaglia di scarto possono aspirare a quella chiarezza autenticità che riempiva di sè le parole dell'inizio.
Siamo arrivati tardi o forse troppo presto, me ne fotto del rock e l'onda non si smuove.
1977 il punk è moribondo. Punk malnato punk fortunato.
1987 il punk plana sulla Piazza Rossa tranquillo e rilassato a dimostrare quello che vi pare e cadano pure tutte le teste necessarie alla dimostrazione.
Piccolo padre, piccolo padre i giovani proletari di tutto il mondo ballano lo ska per te, per vederti sorridere sotto i baffi e non tollerano patrigni di nessun genere. Un abbraccio e un bacio a Svetlana che ha il mio affetto e la mia simpatia da sempre, in ogni caso.
Non ho voglia di aggiornarmi, di giustificarmi, di pentirmi ad ogni variare di lunghezza delle gonne.
Leggo l'Unità ultimamente, il lunedì sera guardo Capitol la notte Sestarete. Al mio cuore non comando e chi vuole fraintendere lo farà.


CCCP.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 4:57 pm    Oggetto:  
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Punk può essere tutto e lo è

allo stesso tempo è niente e lo è

è il nostro punto di partenza e di arrivo

NO FUTURE
NO FUTURE
NO FUTURE

Se dobbiamo avere dei conti in sospeso, non è con il rock&roll ma con la storia europea. non è un problema di canzonette, anche se è difficile credere in qualcosa che sia più grande di un 33 giri.
PUNK NON E' UN GENERE MUSICALE
Se comincia tramite la musica, se si manifesta nelle canzoni è solo perché altri canali sono diventati impraticabili. Che forza d'impatto e che dignità hanno negli gli anni '80 l'arte, la politica, la filosofia?
E la teologia?
PUNK NON GARANTISCE NIENTE ALLA VISTA
E' come l'abito che fa il monaco all'apparenza, ma tutti sapevano quando i monaci esistevano che "l'abito non fa il monaco" anche se serve per fare un monaco magari solo per distinguerlo dai laici.
PUNK NON E' UNA QUESTIONE ECONOMICA
Un disco non è punk perché costa mille lire, anche se in questo momento un disco che costa mille lire è un disco punk perché lo fanno solo i punk (se qualche istituzione regalasse sarebbe per questo punk?)
Fare i conti con la realtà pensando che sia solo questione di soldi gioca brutti scherzi nella ricchezza come nella miseria. Non perché tutti adorano il denaro e si rovinano la vita disprezzarlo la salva.
PUNK NON E' UNA QUESTIONE POLITICO-IDEOLOGICA
anche se ha fatto dell'anarchia un credo ideologico per poter sopravvivere. L'ideologia anarchica, come quella comunista, ha fatto il suo tempo, anzi, rimanendo storia e non riuscendo mai a trasformarsi in realtà ha dimostrato un difetto congenito: quello di perdere sempre.
L'ideologia comunista trasformata in socialismo reale ci ha reso due favori di cui non possiamo non essere riconoscenti: a) ha trasformato la condizione umana liberandone le potenzialità (che la maggior parte della gente non ne approfitti non ci riguarda, al momento); b) ci ha liberato dall'esigenza di fare la rivoluzione. Basta la loro, per tutti.
Il problema adesso è un altro, anche se non sappiamo bene quale.
PUNK NON E' UNA QUESTIONE RELIGIOSA
nemmeno in negativo
PUNK NON E' AZIONE SOCIALE
anche se ne fa uso. Occupare le case sfitte a volte è giusto. Una casa non è buona perché è occupata, ma per la gente che vi abita, occupante, affittuaria o padrona che sia.
Questo però non vuole essere un ritornello per gli sciocchi: non è questo non è quello non è questo non è quello non è questo non è quello.
IL PUNK E' MORTO! IL PUNK NON E' ANCORA NATO! LUNGA VITA AL PUNK!

Punto primo: Quando l'America indica la luna, gli idioti guardano l'America.
Dallas, Los Angeles, New York, Miami, San Francisco, che altro?
Andate a Ovest, ragazzi!
Un piccolo sforzo e la pianura padana diventa il Texas, palcoscenico di lusso per le nostre sfighe comuni. Uno sforzo ancora e la costa adriatica è la California. Desidéri? Morire di look, morire con lo stereo a tutto volume.
Che altro? Idioti di tutto il mondo, divertitevi!

Punto secondo: Che futuro per un'Europa sempre più in disparte, tenuta come avamposto dall'ingratitudine di un impero da lei stessa generato e favorito? Quando si è in prima linea diventa necessità vitale fare di tutte le frontiere un muro. Di qua il bene, discutibile, però bene. Di là il male, non discutibile, perché male.
Un paraocchi troppo stretto limita la vista anche nelle vicinanze, così i muri invisibili che separano tra loro i tedeschi dell'Ovest sono più alti di quello, visibile, che separa Berlino da Pankow. Ed è una presunzione da miseri a farci supporre che Berlino Est sia al di là di un muro, quando, al contrario, è Berlino Ovest a esserne contenuto.
Punk in Mosca, punk in Varsavia, punk in Praga, punk in Pankow.
Che futuro per la cultura europea?
L'Oro del Reno è in mani sicure
L'Inno alla Gioia ha troppe note stonate
La Quadriga di Brandemburgo volta la schiena all'Ovest
E allora?
Allora Live in Mosca, Live in Budapest, Live in Varsavia, Live in Sofia, Live in Praga, Live in Pankow.
Perché non voler ammettere l'esistenza di altre possibilità, perché tacere, perché non volere?
Un muro di 2 metri, grigio, prefabbricato, serve da ostacolo alla vista e all'immaginazione; al di là non c'è niente, niente che valga la pena di intuire o conoscere; al di là del muro esiste una moltitudine non meglio definita che fa uso di ridicole automobili e di sapone ordinario, che si nutre di patate anziché di Fast Food, nostalgica di un paradiso perduto.

Che futuro per un'Europa che non può ammettere che Pankow, Varsavia, Praga sono state e sono città europee a tutti gli effetti? Quaranta anni di dopoguerra sono sufficienti per rimuovere l'imbarazzo e con lui secoli di storia.
Non avrai altro mondo all'infuori di me; comodo, ma falso. Ai tanti che hanno scoperto l'America con cinquecento anni di ritardo, le nostre felicitazioni. Ognuno ha l'immaginario che si merita.
Di conseguenza scegliamo l'est, e non tanto per ragioni politiche, quanto etiche ed estetiche. All'effimero occidentale preferiamo il duraturo, alla plastica l'acciaio, alla freddezza il calore, ma al calore la freddezza.
Ognuno ha l'immaginario che si merita.
Alle discoteche preferiamo i mausolei, alla Break Dance il cambio della guardia; al cuore non si comanda, e anche l'occhio vuole la sua parte. Necessità di virtù: troppi spettri si aggirano per l'Europa. Lasciamo senza rimpianti agli eroi maledetti da piazza e da osteria la loro infelicità senza desideri. Esiste una condizione umana ed una possibilità di realismo inquieto nel viverla; e se vivere facendo solo ciò che spiace è follia, è tempo ormai di abbassare la maschera.
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Anonymous

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MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 5:00 pm    Oggetto:  
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CCCP è la sigla in caratteri cirillici di "Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche" non è un nome facile e leggero da portarsi dietro di questi tempi ma è il nostro. Un anno fa quando decidemmo di usare questo nome ci muoveva solo la voglia di riportare un po' di equilibrio in un'Europa sempre più e sempre solo filoamericana. Si badi bene il discorso non è mai politico, se non per conseguenza, è estetico ed etico. Siamo filosovietici non perché siamo di sinistra, se mai lo siamo stati, ma perché siamo legati all'esperienza umana da interessi che non esistono non sono contemplati nell'impero americano e quindi piano piano a volte con disappunto e sempre in maniera imprevedibile come solo le cose vissute realmente possono essere ci siamo lasciati affascinare dall'impero sovietico.
Al di là delle nostre voglie, nella realtà, il mondo si presenta diviso in tre grandi imperi USA URSS CINA l'Europa che ha contribuito in misura enorme a questo assetto è attualmente tagliata fuori e forse era ora. La Cina è troppo lontana, e non sono i chilometri, per avere nei suoi confronti un atteggiamento che sia più che di interesse e di ammirazione: il loro mondo è più antico del nostro e si è sviluppato in altre direzioni ha dimostrato nell'ultimo secolo un coraggio umano e storico incredibile ma è un'altra cosa da noi.
L'impero sovietico ci riguarda, invece, è anche la nostra storia la nostra cultura, il nostro rapporto con il mondo.
FEDELI ALLA LINEA perché la linea non c'è più e quindi il gioco è aperto! Un grande reale impero a due passi da casa, serio, nato da una utopia che ha sbattuto ripetutamente tutto il mondo per secoli, erede di una tradizione euroasiatica che è la nostra.
PUNK FILOSOVIETICO MUSICA MELODICA EMILIANA.
I CCCP fanno musica, solo musica, hanno scelto la musica quale pretesto per organizzare e determinare la propria vita.
PUNK perché il punk ha riportato "l'umano" al centro, perché ha riportato la vita in un mondo musicale asfittico determinato solo dalla quantità di soldi investiti in attrezzi musicali sempre più raffinati e in campagne pubblicitarie sempre più martellanti. A - "questa è la vostra razione di m...a, mangiatela e siate felici" - il punk ha risposto: - "no future, quindi decido io la qualità nonché la quantità di m...a necessaria alla sopravvivenza" - ed è finito, rivelandosi. D'altra parte l'esperienza del "negativo" che in larga misura ha contribuito all'evolversi della cultura europea è conclusa.
Il "negativo" è esperienza reale massificata suggerita se non imposta per chi si accontenta, per chi è alla ricerca è tempo di affrontare il "positivo". Il punk è finito anche perché è necessario troppo cattivo gusto per accettare il ruolo dell'Anticristo in un mondo che finalmente si sta liberando dal Cristianesimo. A noi non serve l'Anticristo, né la sua brutta copia e allora punk per rivendicarne l'autenticità, la necessità, ma filosovietico.
FILOSOVIETICO perché confonde le idee e obbliga a pensare, ma anche per motivi squisitamente musicali: detestiamo il rock non ne possiamo più della sua vacuità della sua onnipotenza del suo essere la musica dei giovani stupidi, dei giovani sfigati, dei giovani ribelli, dei giovani. Non ne possiamo più della disco, del funky, del rap, delle luci colorate, dei fumi, dei lustrini delle paillettes, degli specchi per le allodole, sempre un po' nuovi e sempre uguali.
Non ne possiamo più delle onde-non onde-no onde e di questa mania di classificare, catalogare, dividere, unire che non serve alla musica ma a dare possibilità di parola agli ignoranti e un po' di fama ai critici e ai giornalisti che la inventano. Non ne possiamo più del jazz, del reggae, del blues perché non abbiamo nessuna negritudine da rivalutare nessuna nuova Sion da edificare, siamo bianchi europei colti, abbiamo responsabilità storiche, accettiamo i sensi di colpa, ma questa non è la nostra musica è la musica di altri, spesso ci piace se la fa chi può e deve farla, spesso no.
Facciamo musica moderna europea, aperta alle influenze arabe asiatiche perché sono le culture a noi vicine perché la cultura europea si scontra e incontra con queste due civiltà da sempre, perché questo è il nostro retroterra culturale e fisico, facciamo quindi del punk filosovietico.
La musica dei CCCP FEDELI ALLA LINEA è la storia dei nostri sentimenti è tra l'altro una dichiarazione d'amore, la nostra, a chi si sente a disagio e non si accontenta di riconoscerlo.

Se vi sentite baciati sulla fronte da qualche dio, se vi sieti accorti che esiste una condizione umana ed una possibilità di realismo inquieto nel viverla, se sapete leggere quello che i giornali non scrivono, se non vi intendete come noi di musica ma non per questo ascoltate i critici, ma anche se non avete mai pensato niente di tutto ciò perché la vostra intelligenza non arriva a 70 fatevi coraggio il mondo è vostro la situazione è eccellente CCCP è con voi.

Dati tecnico-musicali

Quando non facevamo musica ne parlavamo volentieri, da quando la facciamo ci riesce più difficile parlarne. Abbiamo cominciato a suonare due anni fa perché la musica era rimasta l'unico legame possibile con il mondo, non avevamo niente di meglio da fare. L'esperimento ha funzionato: siamo sopravvissuti e bene. L'unico nostro interesse in questi due anni è stato suonare, suonare per noi per il nostro piacere, suonare fino ad essere soddisfatti della nostra musica suonare nei posti che ci interessavano per la gente che ci interessava.
Concerti a Carpi, che e l'estrema periferia di Berlino, prima al mattatoio poi al Tuwat, concerti per Antenna 1 di Fiorano, un concerto a Reggio alla Galileo, poi Parma, Modena, Bologna, Castelvetro, S. Cesario tre concerti-comizio a Sant'Arcangelo durante il festival del teatro, tre concerti-comizio a Castelnuovo Monti, Felina e Villa Minozzo il primo maggio con gli strumenti su un camion. Poi concerti in Europa del Nord, Berlino: 25/11/83 Kukuk-26/11/83 Spectrum-2/12/83 K.O.B.-4/12/83 Pankehallen; nella rassegna di musica d'avanguardia Atonal Amburgo 9/12/83 Bar Centrale; Amsterdam 15/12/83 Paradiso; 16/12/83 De Verguide Koevet.
In modo irripetibile per densità emotiva e fisica questo primo ciclo dell'esistenza dei CCCP FEDELI ALLA LINEA è finito la notte di capodanno con un concerto per l'unica aristocrazia emiliana: punk di Carpi al Tuwat.
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MessaggioInviato: Sab Dic 13, 2008 1:56 pm    Oggetto:  
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Fratello, tu mi accusi di ripetere in maniera pedante sempre gli stessi concetti, ma sembra quasi che sia tu a chiederlo.
Ricordo di averti già suggerito più volte un possibile rimedio ai tuoi disturbi psichici, anche se mi rendo conto che il compito è difficile ed il risultato più che incerto.
Ma dammi retta: FATTI CURARE.. ne hai veramente bisogno.
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Anonymous

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MessaggioInviato: Dom Dic 14, 2008 11:57 pm    Oggetto:  E' morto Berlinguer
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Intanto Paolo sesto non c'è più
E' morto Berlinguer
qualcuno è pre
qualcuno è post
senza mai essere stato niente.
diffidate di questa setta di adoratori di orologi che non conoscono il valore del tempo.
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 10:18 am    Oggetto:  
Descrizione:
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...continua dall'intervento di gunale (che ringrazio per la partecipazione autorevole e soprattutto non O.T. come quella del federale)

Cerco le qualità che non rendono
In questa razza umana
Che adora gli orologi
E non conosce il tempo
Cerco le qualità che non valgono
In questa età di mezzo

Ha conati di vomito la terra
E si stravolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai
Mai!

Svegliami svegliami svegliami...

Io sono perso sono confuso
Tu fammi posto allarga le braccia
Dedicami la tua notte
La notte successiva
E un'altra ancora
Dedicami i tuoi giorni
Dedicami le tue notti
Oggi domani ancora
Stringimi forte coprimi avvolgimi
Di caldo fiato scaldami di saliva rinfrescami
Vorrei morire oraaa!

Intanto Paolo VI non c'è più
E' morto Berlinguer
Qualcuno ha l'AIDS
Qualcuno il PRE
Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

E trema e vomita la terra
Si capovolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai mai

Svegliami svegliami
Svegliami...

Vieni vieni vieni vieni (E trema e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni (Si capovolge il cielo con le stelle)
Vieni vieni vieni vieni (Arde di sete e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni

PS:
solo per puntualizzare! (hiihhihiih)
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Anonymous

Ospite















MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 10:19 am    Oggetto:  
Descrizione:
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Ricordo al federale che "mente"
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